INTERVISTA ALLO STORICO FABRIZIO BÒNOLI

Gli astronomi dell’unità di Italia

L'Italia festeggia i 150 della sua unità. Un'unità finalmente di popolo, oltre che territoriale, di governo, oltre che di cultura. Di questo popolo facevano parte gli astronomi, di questa cultura faceva parte l'astronomia. E come altri anche gli astronomi, non solo con la passione delle idee e della ricerca fecero l'Unità d'Italia, ma anche con la passione dell'ideale e con il coraggio di chi combatté per ottenerlo.

150! Tanti sono gli anni dell’Italia unita, di un’unica bandiera a rappresentare un popolo che già era, ma alla cui unione ideale, culturale, linguistica, non corrispondeva ancora un’unione politica.

150 anni fa questo finalmente accadde e cominciò un’altra storia, quella dello Stato italiano.

Protagonisti di quell’unità furono il coraggio e la passione di persone diverse, con interessi anche lontani e origini opposte, come recentemente il bel film di Mario Martone, Noi Credevamo ha voluto raccontare.

In quel “Noi” ci sono anche gli astronomi che lavoravano nei diversi osservatori esistenti prima dell’unità d’Italia: Torino e Brera, Bologna, Firenze, Napoli e Palermo. Osservatori attivi ancora oggi. Quel tessuto, che ai nostri tempi, attraversa tutto il nostro paese (19 sono infatti centri dell’INAF), è stato parte della Storia d’Italia. Gli edifici degli Osservatori,  testimoni, gli astronomi che vi operavano, protagonisti.

Per celebrare anche noi, come Istituto Nazionale di Astrofisica questa importante ricorrenza, abbiamo voluto apporre la coccarda sul nostro sito INAF e realizzare, come redazione di Media INAF, un’intervista ad uno Storico dell’Astronomia, il Prof. Fabrizio Bònoli dell’Università di Bologna. A lui abbiamo chiesto di raccontare l’astronomia dell’epoca, ma soprattutto gli astronomi che fecero, come tanti altri italiani, l’Unità d’Italia.

L’intervista della Redazione di Media INAF al Prof. Fabrizio Bònoli

Articolo inizialmente pubblicato il 16/03/2011 da in News e aggiornato il 18/03/2011 alle 10:54. I commenti sono aperti a tutti sulla pagina Facebook del sito. Per segnalare alla redazione refusi, imprecisioni ed errori è invece disponbibile un modulo dedicato.