EMERGONO DUBBI SU GLIESE 581G

Il primo pianeta abitabile? Forse non esiste

A poche settimane dall'annuncio della sensazionale scoperta, un gruppo di astronomi di Ginevra getta acqua sul fuoco. Il telescopio HARPS non ha trovato tracce del presunto mondo alieno. Chi ha ragione? Il dibattito è in corso a Torino, dove si svolge il simposio dell'International Astronomical Union.

La notizia è arrivata a Torino, durante il simposio dell’International Astronomical Union, come una doccia fredda. Il pianetino Gliese 581 g, il primo candidato a ospitare la vita in un altro sistema solare, potrebbe non esistere. A sole due settimane dall’annuncio della scoperta, un gruppo di astronomi di Ginevra, guidato da Francesco Pepe dell’Osservatorio svizzero, mette in discussione che ci sia effettivamente un’altra Terra in orbita a 20 anni luce di distanza, intorno alla nana rossa, Gliese 581. La notiza aveva fatto scalpore perché su circa 500 pianeti extrasolari scoperti negli ultimi 15 anni, non ne era mai stato individuato uno nella fascia di abitabilità, in quella regione cioè, che permette la presenza di acqua allo stato liquido sulla superficie.

Il pianetino numero cinque in questione, invece, sembrava proprio piazzato nel mezzo di questa zona fortunata, che permette anche la formazione di un’atmosfera, essenziale per lo sviluppo della vita. Inoltre, secondo quanto affermato dai suoi scopritori, Steven Vogt della University of California, Santa Cruz, e Paul Butler della Carnegie Institution di Washington DC, sarebbe roccioso, grande circa tre volte la Terra.

Troppo perfetto per essere vero? Secondo Pepe, i dati dello strumento HARPS, montato su un telescopio di 3,6 metri di diametro nell’Osservatorio dell’ESO in Cile, non mostrano evidenze dell’esistenza di Gliese 581g. Si tratta degli stessi dati usati dal team statunitense, anche se il gruppo di Ginevra può contare su circa un terzo di misurazioni in più. Mentre è stata confermata l’esistenza degli altri pianeti in orbita intorno alla stessa stella, B, C, D ed E, non sembra esserci traccia del fantomatico G, che dovrebbe compiere un giro di rivoluzione ogni 37 giorni.

Ma com’è possibile? Certo, il fatto che il team di Ginevra non trovi le prove non significa che il pianeta non esiste. “Difficile provare che qualcosa non esiste”, dice Pepe. “Stiamo solo dicendo che non vediamo alcun segnale significativo che lasci pensare a qualcosa di diverso dal semplice rumore”. La notizia ha aperto il dibattito nella comunità scientifica. Chi ha ragione? Difficile stabilirlo ora.

Per il momento, Steven Vogt, uno dei “papà” di Gliese 581g ha preferito non commentare direttamente il risultato del team di Ginevra. Ha voluto però specificare che le evidenze negative non giungono del tutto inaspettate, dato che segnale proveniente dal pianetino è debolissiom. Inoltre, all’analisi del team svizzero, mancavano i dati di HIRES che secondo Vogt sono stati importanti per arrivare a scorgere l’oggetto del contendere. “Sono fiducioso che abbiamo fatto il nostro lavoro in modo accurato e onesto. In 15 di caccia agli esopianeti, su centinaia di pianeti scoperti dal nostro team, non abbiamo ancora pubblicato una sola rettifica o un falso annuncio”.