AMS-02 PRONTO A SPICCARE IL VOLO

Il predatore dell’antimateria perduta

Pronto per essere lanciato verso la Stazione spaziale, AMS-02, il cacciatore di antimateria, dovrà prima fare tappa al Kennedy Space Center. E un C-5M Super Galaxy dello US Airforce, il gigante dei cieli, sta già scaldando i motori per questo trasloco spaziale. Ce ne parla Roberto Battiston.

AMS-02 (Crediti: AMS-02 Collaboration)

Il countdown scorre inesorabile sul web: ancora 208 giorni e qualche ora, e l’Alpha Magnetic Spectrometer (AMS-02), il cacciatore di antimateria al quale scienziati di 3 continenti stanno lavorando da 15 anni, lascerà la Terra a bordo dell’Endeavour, in quella che è prevista essere l’ultima missione di uno shuttle. Destinazione Iss, la Stazione spaziale internazionale.

Ma il battesimo del volo è in programma già entro fine mese. E per la precisione il 25 agosto, quando AMS-02 verrà caricato all’interno dell’immensa fusoliera di un C-5M Super Galaxy, il mastodontico «TIR con le ali» dello US Airforce (imperdibile il video) che lo porterà da Ginevra al Kennedy Space Center, in Florida. A bordo, ad accompagnare il prezioso carico, anche 65 scienziati del team. «E come potevamo mancare? È quindici anni che ci lavoriamo», dice Roberto Battiston, responsabile italiano per Infn e Asi di AMS. «Per non parlare del gusto di atterrare con un C-5 sulla striscia di atterraggio dello Shuttle… fosse anche solo questo, vale veramente tanti anni di lavoro».

Una volta sulla Stazione spaziale, AMS-02 riprenderà il lavoro avviato dal suo precursore AMS-01 nel giugno 1998. Quando in 12 giorni, durante un volo di prova a bordo d’uno shuttle, riuscì a raccogliere quasi 100 milioni di trigger di raggi cosmici. E lo farà in grande stile: la versione 2 di AMS è infatti non solo un esperimento con dimensioni e soluzioni tecnologiche superiori al precedente, ma anche una missione di durata incomparabilmente maggiore, una decina d’anni almeno. Il che lo rende, in quanto a sensibilità nella ricerca di forme esotiche di materia, grosso modo diecimila volte migliore.

Fra gli obiettivi scientifici, la rilevazione di tracce e indizi di qualunque tipo di materia che esuli dall’ordinario. La materia oscura, dunque, ma anche la cosiddetta «materia strana», che non è un modo di dire per indicare una sostanza ambigua alla vista e al tatto, bensì la strangelet: una forma di materia ultramassiva, prevista da alcuni modelli teorici, il cui ingrediente principale sarebbe costituito da strange quark. E, naturalmente, l’antimateria, la grande assente dell’universo conosciuto. Dovrebbe essercene stata, almeno all’inizio, tanta quanta la materia ordinaria. Capire che fine abbia fatto è forse il compito più affascinante tra i tanti affidati ad AMS.

«Se noi vedessimo qualche antinucleo di elio o di carbonio», spiega Battiston, «sarebbe la prova provata che, da qualche parte, di antimateria ce n’è tanta. E quindi potremmo tranquillamente ipotizzare strutture tipo antistelle o antipianeti. Perché se noi trovassimo un antielio o un anticarbonio, dovremmo ipotizzare anche un’antibariogenesi. E dunque qualche antistella che abbia fatto da motore nucleare per produrre i nuclei pesanti. Insomma, si aprirebbe una finestra incredibile su un pezzo di universo di cui si sono perse le tracce».

Vuoi saperne di più? In quest’intervista audio, Roberto Battiston affronta alcuni fra i temi più curiosi del mondo «anti» (uno fra tanti: neutroni e antineutroni sono uguali?), del C-5M Super Galaxy, e dell’epopea spaziale che idealmente si conclude con l’ultimo lancio di uno shuttle, quello che porterà a bordo AMS-02.

[audio:http://www.media.inaf.it/audio/20100802-roberto-battiston.mp3|titles=Roberto Battiston intervistato da Marco Malaspina]

Puoi inoltre continuare a seguire l’avventura di AMS-02 sul web (anche in italiano) e su Facebook.