IL PESO MASSIMO NELLA COSTELLAZIONE DEL LEONE

Anatomia di una galassia atipica

Il telecopio spaziale Hubble ha ripreso un’immagine molto dettagliata di Messier 66, lontana 35 milioni di anni luce. È particolare per i suoi bracci a spirale asimmetrici, il nucleo decentrato e il numero da record di esplosioni di supernovae

Il telecopio spaziale Hubble ha ripreso un’immagine molto dettagliata di Messier 66, il “boss” del trio di galassie nella costellazione del Leone. Rispetto agli altre due componenti del gruppo, (Messier 65 e NGC 3628), M66 è di gran lunga l’oggetto celeste più grosso, con un’estensione di 100 mila anni luce. In questo trio di galassie a spirale, che interagiscono fra loro, M66 spicca per alcune sue strane caratteristiche: ha due bracci a spirale asimmetrici che sembrano salire sopra il disco principale della galassia e un nucleo apparentemente dislocato rispetto al centro. Questa asimmetria è insolita: il più delle volte infatti, le correnti di gas, polvere e giovani stelle avvolgono il centro della galassia in modo simmetrico e ordinato.

Gli astronomi ritengono che un tempo anche Messier 66 avesse questa fisionomia e che probabilmente ora la sua immagine distorta, come in uno specchio deformante, sia il risultato dell’attrazione gravitazionale dei suoi due vicini. Un’altra peculiarità di M66, distante 35 mila anni luce dalla Terra, è il numero record di supernovae, esplosioni stellari che momentaneamente brillano più dell’intera galassia e irradiano tanta energia quanta il Sole ne emana in 10 miliardi di anni. Dal 1989, M66 ha ospitato ben 3 supernovae, con l’ultima esplosione verificatasi nel 2009.

In questa immagine di Hubble, scattata per mezzo della Advanced Camera for Surveys, è possibile distinguere bene le strisce di polvere e gli ammassi stellari luminosi lungo i bracci a spirale. Gli ammassi stellari – raffigurati nelle regioni in azzurro e rosa – sono strumenti chiave per gli astronomi per ricostruire i processi evolutivi delle galassie.

Il telecopio spaziale Hubble ha ripreso un’immagine molto dettagliata di Messier 66, il “boss” del trio di galassie nella costellazione del Leone. Rispetto agli altre due componenti del gruppo, (Messier 65 e NGC 3628), M66 è di gran lunga l’ammasso più grosso, con un’estensione di 100 mila anni luce. In questo trio di galassie a spirale, che interagiscono fra loro, M66 spicca per alcune sue strane caratteristiche: ha due bracci a spirale asimmetrici che sembrano salire sopra il disco principale della galassia e un nucleo apparentemente dislocato rispetto al centro. Questa asimmetria è insolita: il più delle volte infatti, le correnti di gas, polvere e di stelle giovani avvolgono il centro della galassia in modo simmetrico e ordinato.

Gli astronomi ritengono che un tempo anche Messier 66 avesse questa fisionomia e che probabilmente ora la sua immagine distorta, come in uno specchio deformante, sia il risultato dell’attrazione gravitazionale dei suoi due vicini. Un’altra peculiarità di M66 è il numero record di supernovae, esplosioni stellari che momentaneamente brillano più dell’intera galassia ed irradiano tanta energia quanta il Sole ne emana in 10 miliardi di anni. Dal 1989, M66 ha ospitato ben 3 supernovae, con l’ultima esplosione verificatasi nel 2009.

In questa immagine di Hubble, scattata per mezzo della Advanced Camera for Surveys, è possibile distinguere bene le strisce di polvere e gli ammassi stellari luminosi lungo i bracci a spirale. Gli ammassi stellari – raffigurati nelle regioni in azzurro e rosa – sono strumenti chiave per gli astronomi in quanto sono utilizzati come indicatori di come galassie imparentate fra loro si assemblano nel tempo.