SETTE LUNE PER INCATENARLO NELL’OSCURITÀ

Saturno: la forza lunare tiene a bada l’anello A

Il materiale polveroso che forma l’anello più brillante del sistema del sesto pianeta è tenuto insieme grazie a un lavoro di squadra. Tutto merito della sette lune Epimeteo, Mimas, Pandora, Prometeo, Atlante, Pan e Giano

IMMERGITI NELL’ANTENNA PIÙ AVANZATA D’EUROPA

È online il Virtual Tour di Srt

DisponIbile sul sito ufficiale del Sardinia Radio Telescope, l’atteso “virtual tour” è uno strumento di navigazione curato da Gianni Alvito che consente di visitare l’antenna attraverso immagini immersive. Tra le possibilità di fruizione anche quella tramite gli “oculus”

L’EDITORIALE DEL PRESIDENTE INAF

La scenografica fusione di due stelle di neutroni

Ripubblichiamo dal sito del Miur ResearchItaly il contributo di Nichi D’Amico, presidente dell’Istituto nazionale di astrofisica, relativo alla prima rivelazione di segnali congiunti di onde gravitazionali e radiazioni elettromagnetiche, prodotti dalla fusione tra due stelle di neutroni. Una scoperta che segna l’inizio di una nuova era nell’osservazione dell’Universo

QUANDO DUE STELLE DI NEUTRONI S’INCONTRANO

C’era una volta il fotone

Lo scorso 17 agosto, in quell’oceano agitato che chiamiamo universo, sono state viste sollevarsi insieme, dallo stesso fenomeno, onde elettromagnetiche e onde gravitazionali. Un evento che segna una svolta senza precedenti nella storia dell’astrofisica

UNA FABBRICA DI ELEMENTI PESANTI

Kilonova, là dove i neutroni diventano oro

Là dove c’erano due stelle di neutroni ora c’è un oggetto piuttosto enigmatico. Il team guidato da Elena Pian dell’Istituto nazionale di astrofisica è stato il primo a ottenerne lo spettro, grazie allo strumento X-Shooter del Vlt. I risultati sono descritti oggi su Nature

COMUNICATO CONGIUNTO ASI INAF INFN

Una nuova era per l’osservazione dell’universo

La fusione di due stelle di neutroni è stata osservata per la prima volta sia con le onde gravitazionali dagli interferometri, sia con la radiazione elettromagnetica dai telescopi a terra e nello spazio scoprendo, tra l’altro, che in quegli eventi si formano elementi chimici pesanti, come oro e platino. Determinante per l’identificazione del segnale gravitazionale e per la caratterizzazione della sorgente è stato il contributo italiano, con una grande partecipazione di strumenti e ricercatori coinvolti.

A VOLTE UN PO’ SFOCATO È QUASI MEGLIO

Tecniche d’osservazione per pianeti extrasolari

Il cosiddetto ”defocusing”, distribuendo la luce su una superficie maggiore, permetterebbe di raggiungere precisioni molto elevate, ed è utile nel caso dei telescopi spaziali. Ne parliamo con Roberto Ragazzoni dell’Inaf di Padova, membro del board di Cheops