PIU’ ESTESA DI QUANTO NOTO FINORA

Una corona più grande per il Sole

Nuove indagini condotte con le osservazioni della missione STEREO della NASA mostrano che la corona solare è molto più ampia di quanto si ritenesse: le sue propaggini arrivano fino a otto milioni di chilometri dalla superficie del Sole

NASA: ECCO IL SALVAVITA SPAZIALE

Se a fare scintille è un asteroide

I ricercatori dell’agenzia spaziale statunitense hanno sviluppato un software in grado di prevedere il risultato dell’interazione tra plasma, radiazione solare e superficie degli asteroidi ed evitare pericolose scariche elettriche a strumenti scientifici e astronauti

SIMULAZIONI AL COMPUTER PER L’UNIVERSO LOCALE

Aloni sterili e materia oscura

Un passo in avanti nella soluzione di uno degli arcani più grandi dell’astronomia: cosa si nasconde all’interno del 95% dell’Universo ancora da scoprire? I ricercatori credono che ci sianoinnumerevoli aloni di materia oscura che non hanno mai dato vita a galassie

PAPA BERGOGLIO AGLI STUDENTI DI ASTROFISICA

Condividere le conoscenze sull’Universo

Nell’incontro il Papa ha auspicato che “le scienze possano essere uno strumento adatto ed efficace per promuovere la pace e la giustizia. Anche per questo la Chiesa è impegnata nel dialogo con le scienze, a partire dalla luce offerta dalla fede, poiché è convinta che la fede può allargare le prospettive della ragione, arricchendola”

NUOVI INDIZI SULLA FORMAZIONE DELLE PRIME STELLE

L’impronta chimica primordiale

La differenza di caratteristiche tra la popolazione interna ed esterna dell’alone che rivela molto circa la formazione delle galassie e delle prime stelle. Le prime stelle sono apparse circa 200-400 milioni di anni dopo il Big Bang. Questa primordiale popolazione non è mai stata osservata, ma ha lasciato la propria impronta chimica nelle generazioni successive di stelle

A OLTRE 4 MILIARDI DI ANNI LUCE DA NOI

Quei buchi neri vicini vicini

Tre buchi neri supermassicci sono stati scoperti in prossimità del centro di una remota galassia. Due di essi sono particolarmente vicini e gli effetti della loro interazione gravitazionale sono stati individuati nella struttura deformata dei getti radio emessi. Nel team che ha condotto lo studio, pubblicato su Nature, anche l’italiano Gianni Bernardi

RILEVATO DA CHANDRA E XMM-NEWTON

Quello sconosciuto segnale in banda X

Un emissione in banda X su una lunghezza d’onda sconosciuta. E’ quanto hanno rilevato ricercatori analizzando dati dei satelliti Chandra della NASA e XMM-Newton dell’ESA relativi a oltre 70 ammassi di galassie. L’azzardata spiegazione è che possa trattarsi di un segnale derivante dal decadimento del neutrino sterile, una particella che è solo un’ipotesi che comporrebbe parte della materia oscura. Il commento di Fabio Gastaldello dell’INAF-IASF di Milano