OSSERVATE 92 STELLE CON L’INTERFEROMETRO

La luce eso-zodiacale vista da VLTI

Si tratta della luce stellare riflessa dalla polvere creata dalla collisione tra asteroidi e dall’evaporazione di comete. Polvere di questo tipo è anche all’origine della luce zodiacale nel Sistema Solare. È la prima volta che si effettua un grande studio sistematico intorno a stelle vicine

2 MLD DI ANNI PRIMA DI QUANTO PREVISTO

Galaxy Zoo: l’Universo era già bambino

Secondo i teorici non si sarebbero dovute formare prima di 8 miliardi di anni fa. Ma le decine di migliaia di immagini di Hubble, classificate dai volontari di Galaxy Zoo, mostrano galassie che a 3mld di anni dal Big Bang (10mld di anni fa) somigliano in tutto e per tutto all’Universo attuale

SI CHIAMA PH3C

Un pianeta poco puntuale

Le sue anomalie nei tempi di transito davanti alla sua stella madre avevano eluso gli algoritmi automatici che gli astronomi utilizzano per individuare gli esopianeti. Ma non gli occhi dei tanti volontari che partecipano al programma Planet Hunters. E così, dopo ulteriori indagini, ecco scoperto PH3c, un nuovo pianeta extrasolare. Il commento di Valerio Nascimbeni (INAF)

IL TELESCOPIO DELL’ESO REALIZZATO IN ITALIA

Accettazione finale per il VST

Realizzato da INAF e installato in Cile nell’osservatorio astronomico più produttivo al mondo, VST (VLT Survey Telescope) è il più grande telescopio esclusivamente dedicato alle survey nel visibile

COSMO, DI EMCEE O’ZÌ E MR. LIF

La musica rap incontra le stelle

L’album “Debug” è in uscita a gennaio 2015. A unire i due artisti Hip hop è stata la passione per l’astronomia e per le scienze. La combinazione tra inglese e dialetto napoletano è già molto popolare nell’ambiente musicale underground

GIORNATA CONCLUSIVA

Messaggeri della conoscenza

Si svolgerà il 5 novembre 2014, alle 15.30 presso l’aula A in via Archirafi 36, la giornata conclusiva del progetto “Messaggeri della Conoscenza” dedicato allo studio degli Esopianeti

UNO STUDIO SU SCIENCE

La Terra è nata bagnata

La Terra è nata bagnata. A ipotizzarlo è uno studio coordinato da Adam Sarafian dell’Istituto Oceanografico Woods Hole, negli Usa, e pubblicato su Science. L’opinione di Maria Cristina De Sanctis, dell’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziale dell’INAF