VLA svela il buco nero “timido” di M32
Un gruppo di astronomi cinesi e statunitensi ha rilevato un’emissione radio molto debole che sembra provenire dal buco nero supermassiccio al centro di M32, una galassia satellite di Andromeda. La scoperta è stata possibile grazie al notevole miglioramento nella sensibilità dei sistemi elettronici del VLA
Bruciori di stomaco per i buchi neri
Continua la disputa su come sia fatta la “superficie” di un buco nero immaginato come un groviglio di stringhe cosmiche. Secondo Samir Mathur della Ohio State University, che propose la teoria della “fuzzball” una decina d’anni fa, non è affatto un invalicabile “muro di fuoco”, come invece sostengono studi recenti
Nuvole di polvere sopra la Luna
Secondo uno studio apparso su Nature, il nostro satellite naturale sarebbe circondato da una sorta di nube di polvere, permanente e asimmetrica. I risultati suggeriscono che l’esistenza di una tale esosfera sarebbe stata causata dagli impatti di particelle di polvere cometaria che si muovono ad alta velocità su orbite eccentriche. Questa scoperta avvalora l’ipotesi secondo cui tutti i corpi celesti privi di atmosfera devono essere immersi in simili, tenui nubi di polvere
Piccolo mondo alieno
Un esopianeta con la taglia di Marte: fra tutti quelli dei quali si abbia una stima della densità, Kepler-138 b è di gran lunga il più piccino. Si trova in un sistema planetario a 200 anni luce da noi, in direzione della costellazione della Lira, e la sua massa è stata stimata dalle variazioni nei tempi di transito
Sotto quale Sole si sviluppa la vita?
Un gruppo di ricercatori della Cornell University ha recentemente condotto un’analisi sull’effetto della radiazione ultravioletta emessa dalle stelle madri e ricevuta dai pianeti che vi ruotano attorno. In particolari condizioni essa potrebbe determinare lo sviluppo della vita rendendo questi pianeti affini alla nostra Terra
Là dove le stelle collidono
Utilizzando l’avanzato sistema di ottiche adattive GeMS del telescopio Gemini South in Cile un team di astronomi ha immortalato l’ammasso globulare Liller 1. I dati mostrano che l’ammasso potrebbe contenere una massa pari a 1.5 milioni di volte quella del Sole, rendendolo un ambiente estremamente alle collisioni tra stelle






