A PALERMO 4 GIORNATE DI EVENTI

Cerere ieri e oggi: da Piazzi a Dawn

Nelle sale di Palazzo dei Normanni, Palermo, l’evento organizzato da INAF con ASI e NASA: in occasione dell’avvicinamento della sonda spaziale Dawn a Cerere vengono resi noti i primi risultati scientifici, nel ricordo della scoperta del pianeta nano avvenuta nel 1801 grazie alle osservazioni di Padre Piazzi

LO STUDIO SU PHYSICAL REVIEW LETTERS

Il tango dei buchi neri

Due ricercatori della Rochester Institute of Technology hanno realizzato una serie di simulazioni per studiare il processo di merging di un sistema binario di due buchi neri. I dati indicano che durante le fasi finali dell’evoluzione della coppia, che sarà destinata alla completa fusione, la direzione dell’asse di rotazione dei due oggetti cambia continuamente

I NUOVI DATI DI GIADA

La soffice polvere di Chury

Lo strumento a bordo della sonda dell’ESA Rosetta sta analizzando la polvere che forma la chioma della cometa, man mano che si avvicina al Sole. Sono stati trovati due tipi di grani: uno più denso e compatto, l’altro più poroso e meno denso

SOTTO UNA SPESSA COLTRE DI POLVERE

Il ghiaccio nascosto di Marte

Sul Pianeta rosso ci sarebbero oltre 150 miliardi di metri cubi di ghiaccio d’acqua, distribuiti lungo due fasce a media latitudine, una per ciascun emisfero, e coperti da uno spesso mantello di polvere. Questo il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters

IL SOFTWARE DELL’INAF

Scopriamo i primi colori di Gaia

Strumento fondamentale a bordo della sonda è lo spettrofotometro BP/RP: grazie alla sua presenza, per ogni sorgente osservata Gaia fornisce spettri a bassa risoluzione attraverso due diversi prismi, uno per il canale “blu” (BP, 300-600 nm) a l’altro per il canale “rosso” (RP, 650-1000 nm)

L’ESPERIMENTO INFN PER LA MASSA DEI NEUTRINI

Primi risultati per CUORE

Lo studio, centrato sui decadimenti rarissimi dei nuclei di tellurio, indica con precisione mai raggiunta prima per questi nuclei la regione in cui cercare un fenomeno che coinvolge i neutrini e che, secondo i fisici, potrebbe fornire informazioni chiave sull’asimmetria tra materia e antimateria nel nostro universo

DALLO STUDIO DEGLI ISOTOPI DEL TUNGSTENO

Il Dna della Terra è lo stesso della Luna

Da uno studio sulla composizione isotopica delle rocce lunari, un gruppo di ricercatori dell’Università del Maryland ritiene di aver trovato il tassello mancante che potrebbe spiegare l’origine della formazione della Luna. L’analisi dei dati supporta l’ipotesi secondo cui il materiale creatosi dall’impatto si deve essere mescolato prima che iniziasse il processo di aggregazione e di raffreddamento della Luna, il che spiegherebbe le molte similitudini isotopiche tra la Terra e la Luna. I risultati su Nature