Ci eravamo lasciati, sette giorni fa, raccontandovi come sarebbe dovuta andare. Ieri, lunedì 28 settembre, la sonda Juice dell’Agenzia spaziale europea ha completato il suo secondo flyby della Terra (il terzo dalla partenza), deviando di 20° rispetto alla traiettoria precedente al passaggio e aumentando la sua velocità di 3,5 km/s. Nelle quattro settimane precedenti al flyby, gli operatori della missione hanno dovuto impartire a Juice una sola, piccolissima correzione per inserirlo esattamente sulla traiettoria di avvicinamento necessaria a sfruttare al meglio la gravità terrestre.

Immagine scattata dalla camera di monitoraggio Jmc1 a bordo della sonda dell’Esa Juice circa 11 minuti dopo il massimo avvicinamento durante il secondo flyby della Terra del 28 settembre. Sulla superficie terrestre si distinguono il continente africano e l’isola del Madagascar. Crediti: Esa/Juice/Jmc
Il massimo avvicinamento di Juice al nostro pianeta è avvenuto alle 13:45 ora italiana del 28 settembre. Mentre sorvolava l’Oceano Indiano a soli 8640 km di quota, la sonda ha potuto testare i suoi strumenti scientifici e acquisire una serie di immagini. Come le due che vedete in questo articolo: la Terra nella sua interezza e una vista del Madagascar dallo spazio, in bianco e nero. L’immagine è stata scattata dalla Navigation Camera (NavCam) alle 13:47 ora italiana, appena due minuti dopo il massimo avvicinamento alla Terra, mentre la sonda si muoveva da est verso ovest. Nove minuti dopo, alle 13:56, la telecamera di monitoraggio Jmc1 ha scattato l’immagine della Terra mentre la sonda si allontanava. Nell’immagine è visibile gran parte del continente africano. A destra del continente principale si trova l’isola del Madagascar. E c’è anche la Luna: quel piccolo punto grigio nell’angolo superiore destro dell’inquadratura. Le telecamere di monitoraggio di Juice sono state progettate per controllare i vari bracci e le antenne della sonda, in particolare durante la fase di dispiegamento successiva al lancio, non per svolgere attività scientifiche né per riprendere la Luna e la Terra. Per questo il campo visivo della camera Jmc1 comprende le antenne dispiegate e, a seconda dell’orientamento, una parte di uno dei pannelli solari.

Vista ravvicinata del Madagascar scattata due minuti dopo il punto di massimo avvicinamento della sonda Juice alla Terra, durante il flyby del 28 settembre. L’immagine è stata scattata con la camera di navigazione NavCam. Crediti: Esa/Juice/NavCam
Questo flyby, così come il precedente, è stato un’ottima opportunità per calibrare i dieci strumenti scientifici a bordo di Juice in condizioni ambientali ben note e per capire come utilizzarli al meglio nello spazio, dove il loro funzionamento può essere leggermente diverso. Non solo: per diversi giorni Juice ha attraversato la coda magnetica della Terra, la parte del campo magnetico terrestre che si estende in direzione opposta al Sole. Questo ha offerto un’eccellente opportunità per misurare i campi magnetici e le particelle cariche lontano dal nostro pianeta. Nel frattempo, la missione Smile, una collaborazione tra Europa e Cina, ha integrato il lavoro di Juice osservando le aurore boreali e misurando i campi magnetici e le particelle in prossimità della Terra.
Nel gennaio 2029, Juice incontrerà la Terra per l’ultima volta, tornando per un terzo flyby del nostro pianeta che la inserirà sulla traiettoria finale verso Giove, dove arriverà nel 2031. Una volta giunto a destinazione, saranno ben 35 i flyby che la missione dovrà effettuare attorno alle lune di Giove, Ganimede ed Europa.






