NEL CUORE DELLA NEBULOSA IC 348

Nane brune da record nel vivaio stellare di Webb

Il telescopio spaziale James Webb torna a osservare Ic 348, una regione di formazione stellare a circa mille anni luce da noi, nella costellazione di Perseo. Tra protostelle, getti e nubi di gas, emergono anche le nane brune meno massicce conosciute finora, con masse pari ad appena due volte quella di Giove

     17/09/2026

A un primo sguardo è pura meraviglia. Poi l’occhio si abitua, rallenta, comincia a seguire i filamenti, a distinguere i getti, a cercare tra le stelle ciò che prima era sfuggito. Questa immagine di Ic 348, ottenuta dal telescopio spaziale James Webb, mostra una regione di formazione stellare a circa mille anni luce da noi, nella costellazione di Perseo. Qui fredde nubi di gas molecolare collassano sotto l’azione della gravità, dando origine a nuove stelle.

La regione di formazione stellare Ic 348, a circa mille anni luce dalla Terra, osservata dal telescopio spaziale James Webb. Nell’immagine si distinguono giovani stelle, potenti getti di materia e nane brune con masse pari ad appena due volte quella di Giove. Crediti: Nasa, Esa, Csa, Kevin Luhman (Psu), Catarina Alves de Oliveira (Esa), Mahdi Zamani (Esa/Webb)

In alto a destra, tra le nubi, compaiono diverse protostelle, alcune delle quali espellono nello spazio potenti getti di materia. Quando questi getti si scontrano con il gas e la polvere circostanti, producono regioni luminose chiamate oggetti di Herbig-Haro. La lunga struttura quasi orizzontale è Hh 797 e guardandola più da vicino si scopre che nasconde in realtà due protostelle, ciascuna con il proprio getto di materia orientato quasi nella stessa direzione dell’altro. Poco più a destra compare Hh 211, dalla caratteristica forma a elica, con sottili getti di materia accompagnati da flussi più ampi.

Alcuni di questi particolari, insieme ad altri più difficili da cogliere nella visione d’insieme, sono raccolti in un collage che la Nasa ha realizzato a partire dall’immagine di Webb.

Una selezione di dettagli dell’immagine di IC 348 ottenuta dal telescopio spaziale James Webb: stelle ancora immerse nelle nubi, l’ammasso stellare centrale, deboli flussi di materia, oggetti di Herbig-Haro, effetti di lente gravitazionale e galassie a spirale. Crediti: Nasa, Esa, Csa, Kevin Luhman (Psu), Catarina Alves de Oliveira (Esa), Mahdi Zamani (Esa/Webb)

Ma le sorprese più interessanti di Ic 348 si nascondono nei dettagli meno vistosi. Tra le giovani stelle della regione Webb è andato infatti a cercare le nane brune, oggetti che si formano in modo simile alle stelle dal collasso di una nube molecolare, ma che non raggiungono una massa sufficiente perché nel loro nucleo possa sostenersi la fusione dell’idrogeno. Le stelle più piccole hanno masse intorno all’otto per cento di quella del Sole; al di sotto di questa soglia comincia il territorio delle nane brune. Uno degli obiettivi delle osservazioni di Ic 348 è capire quanto possano essere piccole le nane brune.

Kevin Luhman della Pennsylvania State University e il suo gruppo avevano già osservato questa regione con Webb nel 2022, individuando nane brune con masse pari a circa tre o quattro volte quella di Giove. Le nuove osservazioni si sono spinte ancora più in profondità e, nel 2024, la Near-Infrared Camera di Webb ha registrato la debole emissione infrarossa delle giovani nane brune e delle stelle appena nate. Dopo aver selezionato i candidati in base al colore e alla luminosità, nel 2025 il gruppo di ricerca li ha studiati con NirSpec, lo spettrografo che opera nel vicino infrarosso. Ed è qui che è arrivata la sorpresa: alcune delle nane brune individuate hanno una massa pari ad appena due volte quella di Giove, circa lo 0,19 per cento della massa del Sole. Sono le nane brune meno massicce conosciute finora. Oggetti così leggeri non sono semplici da spiegare con gli attuali modelli di formazione stellare. Il collasso di una nube dovrebbe infatti incontrare difficoltà nel produrre corpi di massa tanto ridotta, per cui la loro esistenza suggerisce che il processo che porta alla nascita di stelle e nane brune possa spingersi verso masse ancora più piccole di quanto previsto.

C’è un altro dettaglio curioso: una delle nane brune più leggere mostra indizi della presenza di un disco di materiale attorno a sé. Da dischi come questo possono nascere pianeti, ma qui il corpo al centro ha già una massa simile a quella di un pianeta gigante. Negli spettri delle nane brune il gruppo ha inoltre individuato una caratteristica attribuita a un idrocarburo non ancora identificato, una molecola composta soltanto da idrogeno e carbonio: questo particolare segnale è stato osservato finora solo nelle atmosfere delle nane brune meno massicce e potrebbe indicare che questi oggetti estremi potrebbero appartenere a una classe spettrale tutta loro.

Dentro una sola inquadratura convivono nubi che collassano, protostelle che lanciano getti di materia, stelle giovani, nane brune minuscole e galassie lontane sullo sfondo.

È solo una foto? Non ditelo di quelle di Webb.