HUBBLE OSSERVA LA GRANDE NUBE DI MAGELLANO

Trentamila nuove stelle nella superbolla di N44

La nebulosa N44 nella Grande Nube di Magellano ospita una superbolla scavata dai venti e dalle supernove delle sue stelle centrali. Il gas espulso e compresso nel guscio circostante ha innescato una nuova e ricca formazione di oltre 30mila stelle giovani, offrendo agli astronomi un laboratorio naturale per studiare e comprendere l'origine dei sistemi stellari nell’universo primordiale

     09/09/2026

Una superbolla nella Grande Nube di Magellano è al centro di questa immagine realizzata dal telescopio spaziale Hubble di Nasa ed Esa: una vasta vista cosmica della più grande tra le piccole galassie che orbitano attorno alla Via Lattea. A “soli” 160mila anni luce di distanza, la Grande Nube di Magellano offre uno sguardo ravvicinato e privilegiato a siti di formazione stellare estremamente attivi, come quello fotografato da Hubble.

La nebulosa, chiamata Lha 120-N44 (o più semplicemente N44), si trova nella costellazione del Dorado ed è dominata da due strutture principali: un vasto vuoto centrale e un involucro di gas denso e polveroso. Il vuoto centrale è una superbolla che si estende su un’area di circa 210 per 140 anni luce. Le brillanti stelle al suo centro sono le dirette responsabili della sua formazione: attraverso i loro potenti venti stellari e le esplosioni di supernova, hanno espulso gran parte del gas da cui esse stesse sono nate.

Questa immagine del telescopio spaziale Hubble mostra la pittoresca nebulosa Lha 120-N44, o N44. Nasa, Esa/Hubble, D. Gouliermis

Quando le stelle dell’ammasso centrale di N44 hanno spazzato via il gas, la materia espulsa si è compressa, dando origine all’involucro che avvolge la superbolla. È proprio all’interno di questo guscio compresso che si stanno formando nuove stelle, rendendo N44 un laboratorio naturale di grande interesse per gli astronomi. L’obiettivo dei ricercatori è comprendere quanto tempo impieghino le nubi di gas freddo a collassare in nodi densi prima che la fusione nucleare si inneschi nel cuore di una stella neonata.

I dati dell’immagine provengono da un programma di osservazione condotto con Hubble per mappare N44 ed effettuare un censimento della sua popolazione stellare, arrivando a catalogare quasi mezzo milione di stelle. Tra quelle esaminate, circa 30mila appartengono alla categoria delle stelle di pre-sequenza principale, ovvero oggetti giovani che non hanno ancora iniziato a fondere l’idrogeno in elio nei loro nuclei. La scoperta di questo “nido” di stelle neonate è stata resa possibile grazie all’elevata sensibilità e alla risoluzione spaziale degli strumenti di Hubble, in grado di distinguere oggetti deboli persino in ammassi affollati.

L’involucro di gas che circonda la superbolla viene energizzato dalla radiazione ultravioletta di stelle più massicce, che lo fa brillare mettendo in risalto diverse strutture interne – strutture che sono state catalogate negli anni ‘50 dall’astronomo Karl Henize. Tra queste spicca una bolla più piccola, denominata N44F, visibile nell’angolo in alto a destra di questa immagine: si tratta di una bolla interstellare scavata dagli intensi venti stellari di una singola stella calda e massiccia, la cui radiazione ha scolpito il gas circostante creando suggestivi pilastri di polvere.

Le accurate osservazioni condotte da Hubble sulle stelle di massa minore in questa regione aprono così una nuova finestra sui processi di formazione stellare in ambienti che, come la Grande Nube di Magellano o le galassie nell’universo primordiale, risultano poveri di elementi più pesanti dell’elio.