UNA VITA TRA LE GALASSIE

In memoria di Massimo Capaccioli

Il mondo della scienza piange la scomparsa di Massimo Capaccioli, eminente scienziato italiano e figura di spicco dell’astrofisica internazionale. Dal 1993 al 2005 è stato direttore dell'Osservatorio astronomico di Capodimonte

     26/05/2026

Massimo Capaccioli (Montenero d’Orcia, 19 aprile 1944 – Santa Maria Capua Vetere, 25 maggio 2026)

Il mondo della scienza piange la scomparsa di Massimo Capaccioli (1944-2026), eminente scienziato italiano e figura di spicco dell’astrofisica internazionale.

Originario della provincia di Grosseto, Capaccioli ha legato la sua attività di ricerca all’astronomia extragalattica, ottenendo i risultati più significativi nello studio della natura delle galassie ellittiche; un ambito che lo ha visto collaborare per due decenni con Gérard de Vaucouleurs dell’Università del Texas. Dopo una brillante carriera accademica iniziata all’Università di Padova, è stato direttore dell’Osservatorio astronomico di Capodimonte dal 1993 al 2005 e professore di astronomia presso l’Università di Napoli Federico II. Nel capoluogo campano, Capaccioli ha lavorato incessantemente per promuovere l’istituto di Capodimonte a livello internazionale e renderlo un punto di riferimento per la cultura e la divulgazione sul territorio, fino a concepire la realizzazione del telescopio Vst, dedicato alla mappatura del cielo a grande campo per l’Eso, la principale organizzazione europea per l’astronomia da terra.

«Fra i tanti motivi per ricordarlo voglio citare l’impresa della realizzazione del telescopio Vst sulle Ande Cilene», ricorda il direttore dell’Osservatorio astronomico di Capodimonte Pietro Schipani. «Un progetto di un telescopio napoletano per il miglior osservatorio astronomico del mondo di Cerro Paranal nel deserto di Atacama, nel quale l’ho affiancato per più di dieci anni. Un’idea un po’ folle, alla fine andata in porto. Più che una semplice questione di lavoro: un pezzo importante della sua vita, e della mia. Una storia avventurosa, che mi farà sentire unito a lui per sempre».

Già membro del Consiglio di amministrazione Inaf, presidente della Società nazionale di scienze, lettere e arti in Napoli e della Società astronomica italiana e autore di oltre 500 pubblicazioni scientifiche, Capaccioli non è stato solo uno scienziato rigoroso, ma anche un appassionato divulgatore e giornalista pubblicista. Ha saputo raccontare i segreti dell’universo al grande pubblico attraverso la televisione, la stampa e la saggistica, dedicandosi con fervore alla storia della scienza e all’epistemologia. Celebre a livello internazionale, ha ricevuto numerose lauree honoris causa ed è stato insignito di prestigiosi premi internazionali (tra cui le medaglie Struve, Tacchini, Karazin e Gamow), oltre a essere membro straniero dell’Accademia delle scienze dell’Ucraina e commendatore della Repubblica Italiana.

Con la sua scomparsa, la comunità scientifica perde un appassionato interprete, che ha dedicato tutta la sua vita per spingere lo sguardo verso i più remoti confini dell’universo.