NONOSTANTE GLI ESAMI A TERRA, ANCORA NON SI CONOSCE LA CAUSA

Mike Fincke sulla Iss non riusciva più a parlare

Lo scorso gennaio, a seguito di un non meglio precisato problema di salute che ha avuto come protagonista l’astronauta della Nasa, l’equipaggio della missione Crew-11 aveva dovuto anticipare – prima volta nella storia – il rientro sulla Terra. Venerdì scorso è stato lo stesso Fincke a raccontare alla Associated Press la natura del problema: un’improvvisa incapacità di parlare, che si è protratta per circa venti minuti

     30/03/2026

«È successo del tutto all’improvviso. È stato incredibilmente veloce», ha raccontato venerdì scorso all’Associated Press Mike Fincke, l’astronauta 59enne protagonista suo malgrado, lo scorso gennaio, dell’emergenza medica a bordo della Stazione spaziale che ha costretto a un rientro anticipato – il primo nella storia dell’esplorazione spaziale – l’equipaggio della missione Crew-11. «I miei compagni di squadra si sono subito accorti che ero in difficoltà, e in pochi secondi erano tutti all’opera».

L’astronauta della Nasa Mike Fincke mentre esce dalla capsula Dragon di SpaceX, giovedì 15 gennaio 2026, dopo l’ammaraggio nell’Oceano Pacifico al termine del rientro anticipato per problemi di salute. Crediti: Nasa/Bill Ingalls

Dopo due mesi e mezzo dall’ammaraggio della navicella Dragon Endeavor di SpaceX – con a bordo l’astronauta della Jaxa Kimiya Yui, il cosmonauta della Roscosmos Oleg Platonov e gli astronauti della Nasa Zena Cardman e Michael Fincke – e un mese dopo l’annuncio da parte dell’agenzia spaziale americana che era stato proprio quest’ultimo a non essersi sentito bene, è stato lo stesso Fincke a spiegare la natura del problema: un’improvvisa incapacità di parlare, che si è protratta per circa venti minuti.

L’episodio risale al 7 gennaio, dunque il giorno prima di un’attività extraveicolare già in programma alla quale avrebbero dovuto partecipare lo stesso Fincke, alla sua decima Eva, e la collega astronauta Cardman, per la quale sarebbe invece stata la prima “passeggiata spaziale”. Accorgendosi che durante la cena Fincke – il quale non ricorda di aver provato alcun dolore – a un certo punto non riusciva più a parlare, gli altri membri dell’equipaggio hanno subito chiesto aiuto ai medici della Nasa.

Nonostante l’immediato ricorso all’ecografo a bordo della Stazione spaziale e i numerosi esami ai quali Fincke si è sottoposto una volta giunto a terra, sulle cause di quello che a prima vista parrebbe essere, dal racconto dell’astronauta, un episodio di afasia transitoria, ancora non si sa nulla. O meglio, i medici hanno escluso che possa essersi trattato di un infarto, e lo stesso Fincke ha detto di non essersi sentito soffocare, ma tutte le altre ipotesi restano aperte. La Nasa sta comunque cercando di capire – anche attraverso un attento esame delle cartelle cliniche degli altri astronauti, per verificare se si siano verificati casi simili – se l’episodio possa in qualche modo essere collegato ai 549 giorni trascorsi complessivamente da Fincke nello spazio nel corso della sua lunghissima carriera da astronauta (il suo primo volo risale al 2004). Carriera che Fincke si augura non sia già giunta al termine, visto che nello spazio spera di tornarci almeno un’altra volta.