COSÌ STA CAMBIANDO LA NOSTRA MINUTA DIRIMPETTAIA GALATTICA

Lavori in corso nella Piccola Nube di Magellano

A seguito di una collisione catastrofica, avvenuta qualche centinaia di milioni di anni fa, con il disco della Grande Nube di Magellano, la sua “sorella minore” ha subito pesanti trasformazioni: stelle e gas hanno smesso di ruotare ordinatamente attorno al centro, spiega uno studio guidato dall’Università dell’Arizona, e la forma stessa della piccola galassia è mutata

     19/03/2026

Astronomi come umarells. Tengono sott’occhio i cambiamenti in atto nella minuta galassia della porta accanto, la Piccola Nube di Magellano – o Smc, dall’inglese Small Magellanic Cloud. Lo fanno da oltre mezzo secolo, prendendo nota d’ogni spostamento e additando ogni anomalia. E notano qualcosa che non torna: le stelle non orbitano attorno al centro, come fanno le loro compagne nella maggior parte delle galassie. Un comportamento inatteso, non semplice da interpretare. Ora però una spiegazione c’è, ed è presentata in un articolo pubblicato questa settimana su The Astrophysical Journal: a scompigliare il moto di gas e stelle della Piccola Nube di Magellano sarebbero i postumi dello scontro frontale, avvenuto qualche centinaia di milioni di anni fa, con il disco della sua sorella maggiore, Lmc, la Grande Nube di Magellano.

La Piccola Nube di Magellano fotografata dai telescopi spaziali Herschel, Planck, Iras e Cobe. Crediti: Credits: Esa/Nasa/Jpl-Caltech/Csiro/Nanten2/C. Clark (Stsci)

«Stiamo assistendo in tempo reale alla trasformazione di una galassia», dice Himansh Rathore, dottorando allo Steward Observatory della University of Arizona e primo autore dell’articolo. «La Smc ci offre una prospettiva unica, in prima fila, su un processo di profonda trasformazione che è fondamentale per l’evoluzione delle galassie».

Ma torniamo alla collisione avvenuta tra le due galassie. La gravità della Grande Nube di Magellano avrebbe sconvolto, scrivono gli autori dello studio, la struttura interna della Piccola Nube di Magellano, rendendo casuale e disordinato il moto delle sue stelle, come osservato sia con Hubble che con Gaia. Non solo: la pressione esercitata dal gas della Lmc su quello della Smc – la cosiddetta ram pressure, capace in questo caso di imprimere una spinta di circa 30 km/s – è stata tale da interrompere il moto di rotazione di quest’ultima e perturbarne l’equilibrio, spostandone il centro fuori asse.

Simulazione della sequenza di collisione fra le due Nubi di Magellano, cento milioni di anni prima (a sx), al momento dello scontro (al centro) e cento milioni di anni dopo (a dx). Crediti: Himansh Rathore, Steward Observatory

Insomma, la Piccola Nube di Magellano è stata così traumatizzata che non ruota più. Eppure decenni di osservazioni sembrano mostrare che il gas al suo interno fosse in rotazione. Com’è possibile? Si tratta di una sorta d’illusione ottica dovuta al punto di vista dal quale la osserviamo, spiegano gli autori dello studio: a seguito della collisione, la Smc si sta allungando, come mostrato nella sequenza riportata qui sopra, e il gas che si avvicina o si allontana dalla Terra, da certe prospettive, sembra ruotare. Detto altrimenti, quel che appariva una rotazione era in realtà uno “stiramento”.

«La Piccola Nube di Magellano ha subito una collisione catastrofica che ha immesso una grande quantità di energia nel sistema. Non è affatto una galassia normale», conclude una delle coautrici dello studio, Gurtina Besla, dello Steward Observatory. E questo suo essere tutt’altro che una galassia standard coglie gli astronomi in contropiede: la Smc era stata infatti a lungo considerata una sorta di prototipo assai comodo – in quanto molto vicina a noi – per studiare la natura e il comportamento di piccole galassie ricche di gas e popolate di stelle con pochi elementi pesanti, entrambe proprietà tipiche delle galassie più antiche. Alla luce delle nuove scoperte questo non è più vero: la Piccola Nube di Magellano è una galassia in trasformazione.

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