ATTERRERANNO SUL LATO A NOI VISIBILE DEL NOSTRO SATELLITE

Taikonauti sulla Luna, siamo vicini alla scelta del sito

Il campo si restringe attorno ai possibili siti per il primo allunaggio cinese, previsto entro il 2030. Fra i candidati più promettenti c’è la regione di Rimae Bode, caratterizzata da almeno cinque diverse aree geologiche e osservabile dalla Terra. Tutti i dettagli su Nature Astronomy

     10/03/2026

Usando dati orbitali, gli scienziati del programma lunare cinese hanno sorvolato varie regioni del nostro satellite naturale identificando una possibile zona per la prima missione con equipaggio cinese. Si tratta della regione di Rimae Bode, descritta in un articolo pubblicato ieri su Nature Astronomy.

Nel 2023, la Cina ha presentato un programma lunare con equipaggio, con l’obiettivo di effettuare il suo primo allunaggio entro il 2030. Inizialmente erano state identificate 106 regioni candidate all’atterraggio in base al loro valore scientifico e alla fattibilità ingegneristica, poi ridotte a 14. Tra queste è rimasta, appunto, Rimae Bode, una regione situata al confine tra il mare e gli altopiani di Sinus Aestuum e Mare Vaporum che si è classificata ai primi posti grazie alla sua litologia diversificata e alle condizioni favorevoli per l’osservazione della Terra.

Crediti: Taavi Niittee / Wikimedia Commons CC0

La regione, infatti, si trova vicino agli altopiani nella parte centrale del lato vicino della Luna ed è considerata scientificamente preziosa per la varietà del suo terreno e dei materiali presenti sulla superficie. Queste caratteristiche abbracciano lunghi periodi della storia lunare, rendendo la regione importante per comprendere come la superficie e l’interno della Luna siano cambiati nel tempo. La potete “sorvolare” nel video qui sotto. Noterete che il terreno è relativamente pianeggiante: questo, assieme alla sua visibilità diretta dalla Terra, hanno reso Rimae Bode un’opzione interessante per i pianificatori delle missioni lunari.

Nello studio, Jun Huang e i suoi colleghi hanno utilizzato diverse serie di immagini orbitali e misurazioni per studiare in dettaglio un’area specifica di Rimae Bode e valutarne il potenziale per la prossima missione cinese. Hanno identificato cinque diverse aree geologiche all’interno di questa regione: uno strato scuro di detriti vulcanici, una pianura basaltica chiamata Sinus Aestuum, due aree separate di rille (lunghe e strette vallate formate dall’attività vulcanica e tettonica sulla Luna) e gli altopiani circostanti. Esaminando le forme dei canali della regione e contando i crateri da impatto, gli autori hanno ricostruito prove di diversi eventi vulcanici separati avvenuti in momenti diversi, il più antico dei quali è un’eruzione piroclastica avvenuta circa 3,2-3,7 miliardi di anni fa. Sulla base di questi risultati, propongono quattro potenziali siti di atterraggio all’interno di Rimae Bode da cui gli astronauti possono accedere in sicurezza a una varietà di strutture geologiche, tra cui detriti vulcanici, basalti marini, terreni ad alto contenuto di torio e depositi derivati da impatti. Gli autori osservano che operazioni di superficie sicure richiederanno un’attenta valutazione dei pendii, della distribuzione dei massi e delle distanze di traversata, nonché una mappatura ad alta risoluzione. Serviranno quindi ulteriori indagini per affinare queste valutazioni e chiarire ulteriormente il potenziale della regione in vista del primo allunaggio, che dovrebbe avvenire entro i prossimi quattro anni. Con le recenti revisioni dei piani della Nasa per la missione Artemis, il ritorno sulla Luna degli astronauti americani e cinesi potrebbe quasi sovrapporsi. Assisteremo a una seconda stagione della “corsa allo spazio” del secolo scorso?

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