UN PIONIERE NELLO STUDIO DEI GAMMA RAY BURST

In memoria di Corrado Bartolini

Corrado Bartolini, per 42 anni docente di astronomia all'Università di Bologna, è venuto a mancare lo scorso 9 dicembre. Lo ricorda oggi su Media Inaf l’amico e collega Giuseppe Greco, insieme ad Antonio De Blasi, Graziella Pizzichini, Flavio Fusi Pecci e Gregory Beskin

     05/02/2026

Corrado Bartolini (10/1/1941 – 9/12/2025)

È venuto a mancare lo scorso 9 dicembre Corrado Bartolini, che per 42 anni è stato docente di astronomia all’Università di Bologna, insegnando nei corsi di astronomia, fisica dei pianeti e astrobiologia. In tantissimi lo ricordano con affetto e stima: incarnava la figura iconica dell’astronomo, capace di trascorrere interminabili notti in cupola con pazienza e dedizione e di trasmettere nelle sue lezioni uno stupore contagioso.

Antonio De Blasi lo ricorda alla Stazione astronomica di Loiano, durante le lunghe notti di acquisizione dati: «Corrado non “passava” le ore in cupola, le viveva con piacere sincero; spiegava e raccontava, condividendo con naturalezza una passione profonda».

«Corrado era un astronomo nel senso più autentico: se gli chiedevi dove si trovasse, in quel momento, un determinato oggetto nel cielo, te lo indicava subito, come se costellazioni e oggetti astrofisici fossero amici di lunga data», ricorda Graziella Pizzichini, astrofisica e associata Inaf.

Appassionato e generoso, era al tempo stesso rigoroso e disponibile. Flavio Fusi Pecci, già direttore dell’Osservatorio astronomico di Bologna, lo ricorda così: «Corrado ci ha offerto sempre la sua disponibilità e il suo sapere. La sua porta è stata aperta per tutti, e con la sua gentilezza ci ha regalato il suo tempo: la cosa più preziosa, e anche la più difficile da offrire».

Commentando un lavoro sulle stelle doppie svolto dai suoi studenti negli anni Ottanta, Bartolini scriveva: «Loro hanno gioito per le mie lezioni e io ho gioito per il mio mestiere». Nei suoi corsi metteva in pratica la ricerca di gruppo: ripartiva da presentazioni e materiali preparati negli anni dagli studenti e studentesse, poi aggiornati alla luce di nuove scoperte. Così allenava i giovani a lavorare insieme — una competenza sempre più necessaria nel lavoro scientifico e professionale di oggi — e ripeteva spesso che «il contributo di ciascuno è una ricchezza per tutti».

Un pioniere nello studio dei gamma ray burst

Oltre alla lunga carriera nell’insegnamento, Bartolini fu tra i primi ad osservare la controparte ottica di un gamma ray burst: il celeberrimo Grb 970228, individuato con il telescopio “G.D. Cassini” della Stazione astronomica di Loiano. Un risultato decisivo, che contribuì ad aprire una nuova fase nello studio dei Grb – fenomeni rimasti per decenni tra i più enigmatici dell’astrofisica – e a sancirne definitivamente la natura cosmologica.

«Corrado visse la sua vita scientifica in un dialogo costante e fruttuoso con coautori e studenti», ricorda Gregory Beskin, ricercatore presso lo Special Astrophysical Observatory dell’Accademia russa delle scienze. «Per molti anni ho collaborato con lui e con molti dei suoi colleghe e colleghi in scambi scientifici continuativi tra il mio istituto e l’Università di Bologna. Tra i successi di questa collaborazione, l’osservazione del naked-eye Grb 080319B con il telescopio Tortora: un risultato straordinario, reso possibile proprio da quel modo di lavorare insieme che Corrado sapeva coltivare».

«Accanto a Corrado e al suo gruppo ho scoperto l’emozione di “dare la caccia” ai transienti che improvvisamente fanno capolino nel cielo», racconta Giuseppe Greco, oggi impegnato nell’astronomia multimessaggera e membro di Grawita. «Prima nelle notti di Loiano, poi in Cile all’Eso, dove abbiamo installato il telescopio Tortora. C’era sempre tantissimo entusiasmo…  le inevitabili difficoltà e incertezze si trasformavano spesso in nuove vette da esplorare con una crescente dose di curiosità e meraviglia…».