AMBIENTE MARZIANO DIVERSO DA TUTTI QUELLI VISITATI FINORA DAL ROVER NASA

Là dove un tempo scorreva impetuoso un fiume

Due immagini scattate di recente da Perseverance stanno ponendo nuovi interrogativi sugli antichi fiumi di Marte. Il rover si trova in una zona chiamata “unità curvilinea”, dove si possono osservare strati di sedimenti che disegnano nel paesaggio una serie di curve. La presenza di questi sedimenti e ciottoli di grandi dimensioni indica che un tempo in quell’area scorreva un corso d’acqua più profondo e impetuoso di quanto trovato finora sul Pianeta rosso

     15/05/2023

In un remoto passato, Marte era molto più simile alla Terra di quanto non lo sia oggi. Le prove che sulla sua superficie esistessero un tempo grandi oceani e laghi, e scorressero fiumi, sono numerose. E uno dei principali obiettivi delle missioni di esplorazione robotica di Marte è proprio quello di capire se questi ambienti potessero essere abbastanza ospitali da consentire forme di vita microbica.  

Il rover Perseverance, atterrato a febbraio del 2021 nel cratere Jezero, sta continuando il suo cammino sul Pianeta rosso, raccogliendo informazioni preziose per comprenderne il passato. Circa 3,5 miliardi di anni fa, all’interno del cratere Jezero, largo quasi 50 chilometri, era presente un grande lago con annesso delta fluviale. Gli scienziati pensano che nonostante l’acqua sia scomparsa da tempo da questo luogo, il cratere e il delta del fiume possano essere i luoghi ideali per cercare prove dell’esistenza di vita in passato. 

In questo mosaico, il sito di Skrinkle Haven fotografato dalla Mastcam-Z di Perseverance tra il 28 febbraio e il 9 marzo 2023. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Asu/Msss

Attualmente il rover si trova in una zona chiamata “unità curvilinea”, letto ormai arido di un antico fiume. Le immagini scattate sul posto hanno fornito prove che questo corso d’acqua fosse molto più profondo e impetuoso di quanto visto finora in altre zone, per esempio nel cratere Gale, dove il rover Curiosity ha trovato tracce di corsi d’acqua relativamente tranquilli. «La cosa emozionante è che siamo entrati in una nuova fase della storia di Jezero. Ed è la prima volta che vediamo ambienti come questo su Marte», dice Katie Stack Morgan del Jpl, deputy project scientist del progetto Perseverance. «Stiamo pensando a fiumi su una scala diversa rispetto al passato». 

Questa zona era già stata osservata in precedenza dallo spazio, risultando da subito molto interessante per la presenza di fasce curve di roccia stratificata (da cui il nome di “unità curvilinea”). Ora gli scienziati, grazie alla Mastcam-Z di Perseverance, fotocamera in grado di comporre mosaici di immagini ad altissima risoluzione, sono in grado di osservarla da vicino. Nei due mosaici ottenuti, un elemento in particolare ha portato il team a dedurre che il fiume che scorreva in quest’area fosse caratterizzato da un potente flusso d’acqua: la presenza di grandi ciottoli e sedimenti. «Indicano un fiume ad alta energia che trasporta molti detriti. Più potente è il flusso d’acqua, più facilmente è in grado di spostare pezzi di materiale più grandi», spiega Libby Ives, ricercatrice al Jpl che gestisce il rover Perseverance. 

In una zona dell’unità curvilinea chiamata Skrinkle Haven si notano strati di sedimenti che disegnano nel paesaggio una serie di curve. Gli scienziati pensano che un tempo questi strati dovevano essere molto più alti. Poi, il sabbioso vento marziano li ha scolpiti fino a farli diventare come sono oggi. Questi sedimenti potrebbero essere i resti degli argini del fiume, oppure dei banchi di sabbia che si sono formati all’interno. Quello che il team sta cercando di capire è infatti che tipo di fiume potesse essere quello responsabile di questo paesaggio: uno come il Mississippi, che si snoda serpeggiando nel paesaggio, o un fiume come il Paranà, che trasporta i sedimenti fino a formare piccole isole di banchi di sabbia. 

In questo mosaico, il sito Pinestand. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Asu/Msss

Nel secondo mosaico si può osservare una zona a circa 450 metri da Skrinkle Haven. A Pinestand – questo il nome dell’area – risiede una collina che sta facendo porre ai ricercatori interrogativi sulla sua origine. Sulla collina si notano infatti strati di sedimenti curvati verso l’alto, alcuni alti più di venti metri. «Questi strati sono troppo alti per i fiumi terrestri», dice Ives. «Ma allo stesso tempo, il modo più comune per creare questo tipo di forme di terreno sarebbe attraverso l’azione di un fiume». 

Il vivace passato di Marte continua ad essere sotto indagine da parte del team di Perseverance, che grazie ai potenti strumenti del rover può studiare non solo la superficie, ma anche il sottosuolo, utilizzando il radar Rimfax (Radar Imager for Mars’ Subsurface Experiment), alla ricerca di prove che forniscano un quadro sempre più completo della storia del Pianeta Rosso.