UNO STUDIO PUBBLICATO SU PNAS

Asteroidi indistruttibili popolano il Sistema solare

Gli asteroidi della categoria rubble pile sono dei veri e propri paracolpi cosmici: attutiscono gli urti con altri corpi minori senza mai distruggersi. Tanto che il loro tempo di vita è simile a quello del Sistema solare stesso. Una scoperta che ha implicazioni dirette nella progettazione di strategie di difesa della Terra

     24/01/2023
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Un granello dell’asteroide Itokawa. Crediti: Celia Mayers / Curtin University

Alcuni asteroidi sono per sempre. Ci sono i monolitici, blocchi unici come gigantesche pietre extraterrestri, e poi ci sono i rubble pile, letteralmente cumuli di macerie. Si sono formati dall’aggregazione di frammenti più piccoli, che presentano al loro interno una commistione di materiali e numerosi vuoti. Con queste informazioni, se vi chiedessero di scommettere su quale dei due sia il più duraturo, il più resistente alla rottura, probabilmente rispondereste il primo. Secondo uno studio appena pubblicato su Pnas, però, è esattamente il contrario: i rubble pile sono difficilissimi da distruggere, al punto che hanno tempi di vita paragonabili almeno con quello del Sistema solare.

La dimostrazione di quanto scritto sopra arriva da un asteroide vecchio 4.2 miliardi di anni chiamato Itokawa, del quale sono state studiate tre minuscole particelle di polvere raccolte dalla superficie dalla sonda Hayabusa 1 dell’Agenzia spaziale giapponese Jaxa. L’antico cumulo di macerie è lungo circa 500 metri e, come gli altri della stessa famiglia, è per metà formato di cavità.

«L’enorme impatto che ha distrutto l’asteroide genitore monolitico di Itokawa e che ha formato Itokawa è avvenuto almeno 4,2 miliardi di anni fa», dice Fred Jourdan, direttore della Western Australian Argon Isotope Facility del John de Laeter Centre e della School of Earth and Planetary Sciences di Curtin e primo autore dello studio. «Un tempo di sopravvivenza così sorprendentemente lungo per un asteroide delle dimensioni di Itokawa può essere attribuito alla capacità dei rubble pile di assorbire gli urti. In breve, abbiamo scoperto che Itokawa è come un gigantesco cuscino spaziale, molto difficile da distruggere».

L’asteroide rubble pile Itokawa, visitato dalla missione giapponese Hayabusa e i cui frammenti sono stati analizzati in questo studio

Jourdan e il suo team hanno usato due metodi diversi e complementari per analizzare le particelle di polvere dell’asteroide e stabilirne la resistenza agli impatti. Il primo si chiama diffrazione a retrodiffusione di elettroni e misura se una roccia è stata colpita da un impatto meteoritico. Il secondo – la datazione con argon-argon – è utilizzato per datare gli impatti di asteroidi. Mentre gli asteroidi monolitici delle dimensioni di Itokawa hanno un tempo di sopravvivenza di alcune centinaia di migliaia di anni nella fascia degli asteroidi, prima di questo studio non si sapeva quasi nulla sulla durata dei rubble pile. E la loro resistenza emersa in questo studio fa sì che si possa ipotizzare che nella fascia degli asteroidi, e in giro per il Sistema solare, ce ne siano molti più del previsto. Il che, di conseguenza, fa pensare alla necessità di studiare strategie di difesa adeguate e diverse da quelle ipotizzate per gli asteroidi monolitici.

«La buona notizia è che possiamo anche usare queste informazioni a nostro vantaggio», conclude Jourdan. «Se un asteroide in rotta di collisione con la Terra viene individuato troppo tardi per agire su di esso con una spinta cinetica, possiamo potenzialmente usare un approccio più aggressivo, come l’utilizzo dell’onda d’urto di un’esplosione nucleare vicina, che lo spinga fuori rotta senza distruggerlo».

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