SU MAPOFTHEUNIVERSE.NET, IL COSMO COME NON L’ABBIAMO MAI VISTO

Scrollando nello spaziotempo, da oggi al Big Bang

Una nuova mappa interattiva, realizzata dalla Johns Hopkins University utilizzando i dati della Sloan Digital Sky Survey, rappresenta in modo comprensibile e intuitivo l'universo osservabile, con oltre 200mila galassie, consentendoci di spostarci dalla Via Lattea fino al limite estremo di ciò che può essere visto

     18/11/2022
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In alto, una rappresentazione sferica dell’universo osservabile. In basso, uno spicchio della nuova mappa interattiva della Johns Hopkins University. Ognuno dei circa 200mila puntini colorati rappresenta una galassia. Crediti: Ménard & Shtarkman

Una mappa così non s’era mai vista. Arriva dalla Johns Hopkins University – quella della prima celebre dashboard sulla diffusione del coronavirus, online sin dal 22 gennaio 2020 – e rappresenta l’universo osservabile in modo interattivo. Consentendoci di spostarci lontano nello spazio – e dunque indietro nel tempo, per 13.7 miliardi di anni – fino all’epoca della ricombinazione, appena 380mila anni dopo il Big Bang. A partire da qui e ora, vale a dire dalla nostra galassia oggi, che nella mappa 3D mostrata nel pannello in alto qui a lato è il puntino al centro della sfera, mentre nella versione interattiva a due dimensioni è il vertice d’uno spicchio di 90 gradi e spesso appena 10 gradi.

Nel mezzo, fra i due estremi, la posizione effettiva e a colori – dal blu al rosso, in base al redshift –  di 200mila galassie, ottenute dai dati estratti nel corso di due decenni dalla Sloan Digital Sky Survey. Il sito che la ospita si chiama – e come poteva essere altrimenti – mapoftheuniverse.net e consente al pubblico di interagire con dati precedentemente accessibili solo agli scienziati.

«Da ragazzo sono stato molto ispirato da immagini astronomiche, stelle, nebulose e galassie, e ora tocca a noi creare un nuovo tipo di rappresentazione per ispirare le persone», dice Brice Ménard della Johns Hopkins, lo scienziato che ha realizzato la mappa con l’aiuto di Nikita Shtarkman, uno studente di informatica. «Astrofisici di tutto il mondo hanno analizzato questi dati per anni, arrivando a migliaia di articoli scientifici e scoperte. Ma nessuno si è preso il tempo per creare una mappa che sia bella, scientificamente accurata e accessibile a chi scienziato non è. Il nostro obiettivo è mostrare a tutti com’è realmente l’universo».

Guarda il video della Johns Hopkins University (in inglese):