MANUFATTO IN LEGNO, CARTA, RAME E OTTONE DEL 1839

Premio per una tesi sul restauro del globo di Brera

La giuria della 15esima edizione del Premio nazionale delle arti ha selezionato come miglior tesi per la sezione restauro quella della 27enne novarese Marta Destro, dedicata alla storia e al restauro di un globo terrestre del cartografo austriaco Joseph Jüttner conservato al museo dell’Osservatorio astronomico dell’Inaf di Brera

     10/12/2021
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Marta Destro, vincitrice della 15esima edizione del Premio nazionale delle arti – sezione restauro

È una tesi dedicata al restauro di un globo terrestre appartenente alla collezione del MusAB – il museo dell’Osservatorio astronomico dell’Inaf di Brera – la vincitrice della “sezione restauro” della 15esima edizione del Premio nazionale delle arti, bandito dal Ministero dell’università e della ricerca nell’ambito delle attività di promozione del sistema dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica.

Oggetto della tesi – che ne descrive la storia, il restauro e la scelta della ricollocazione all’interno del museo – è uno dei globi realizzati nella prima metà dell’Ottocento dal cartografo austriaco Joseph Jüttnerquello, appunto, conservato nel MusAB. Un manufatto sferico di legno, carta, rame e ottone da 62 cm di diametro, realizzato a Vienna nel 1839. L’autrice della tesi, selezionata fra undici finalisti e premiata la settimana scorsa presso la Sala Sassu del Conservatorio di musica “L. Canepa” di Sassari, è la 27enne di Novara Marta Destro, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera in “Manufatti librario e archivistico. Manufatti cartacei e pergamenacei. Materiale fotografico, cinematografico e digitale”.

A convincere la giuria, si legge nella motivazione del Premio, “l’esemplare metodologia dello studio e le capacità tecnico-operative del restauro dei materiali costituenti, quali il recupero di parte delle linee a stampa dei fusi cartacei, gli ottoni delle ore, il consolidamento del tripode ligneo e la sua ricollocazione ottimale all’interno delle sale del museo, tenendo conto sia delle esigenze espositive che di quelle conservative dell’opera”.

Il globo in fase di restauro, durante l’intervento di collatura dei fusi cartacei con gelatina di pelle di bovino

«La prima volta che ho potuto ammirare, e cominciare a conoscere il lavoro di restauro e conservazione su questi strumenti, è stato durante un tirocinio formativo all’estero, nello specifico presso la biblioteca Klementinum della città di Praga», dice Destro a Media Inaf. «Durante l’ultimo anno del corso quinquennale di studi, il globo terrestre era stato selezionato dalla mia relatrice, la professoressa Maria Chiara Palandri, come oggetto del patrimonio, di rilevanza storica-artistica, adatto a un lavoro di tesi. Ricordo il momento in cui la mia relatrice mi chiamò per farmi sapere dell’inizio della collaborazione tra l’Osservatorio e l’Accademia: era il periodo prenatalizio ed è stato un bellissimo regalo di Natale».

«È stato un privilegio poter seguire da vicino i progressi dell’opera di restauro di Marta», aggiungono Ginevra Trinchieri e Mario Carpino, rispettivamente responsabile scientifica e responsabile delle collezioni del MusAB, «che hanno rimediato al deterioramento che il globo aveva subito negli anni, e scoprire la storia e le tecniche costruttive dell’artefice di quasi duecento anni fa».