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Universi da ascoltare, il nuovo podcast dell’Inaf

L’Istituto nazionale di astrofisica entra nel mondo dei podcast con “Universi da ascoltare”, una serie di letture alla scoperta del cielo e dello spazio. Apre la nuova serie l’attore Andrea Pennacchi con il celebre brano di Carl Sagan “Pale blue dot”. A cura di Polvere di Stelle e dell’Inaf di Arcetri

     23/11/2021
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Pale Blue Dot (versione aggiornata). Crediti: Nasa/Jpl-Caltech

Con “Universi da ascoltare – letture ad alta voce alla scoperta del cielo” l’Inaf si apre nel mondo dei podcast, con  storie dedicate all’universo, allo spazio e ai protagonisti dell’astrofisica selezionate dalla letteratura a tema astronomico. Il podcast – curato da Rossella Spiga, Francesca Brunetti e Antonella Gasperini dell’Inaf di Firenze e in collaborazione con Polvere di Stelle, il portale dell’Inaf dedicato ai beni culturali dell’astronomia italiana – è da oggi disponibile sulle principali piattaforme di diffusione di podcast. Ad aprire la nuova serie Dallo spazio è Andrea Pennacchi (proprio lui, il Pojana di Propaganda Live), attore e scrittore teatrale che presta la sua voce a Carl Sagan leggendo una delle pagine più celebri di Pale Blue Dot: A Vision of the Human Future in Space (Random House edizioni, New York, 1994).

Nel 2020 sono quasi quattordici milioni gli italiani che hanno ascoltato un podcast almeno una volta, ben 1,8 milioni in più rispetto all’anno precedente – lo dice un’indagine condotta in Italia dalla multinazionale Nielsen. Un risultato che conferma il fenomeno dei podcast come un vero e proprio “Rinascimento dell’audio”, un fenomeno mondiale che da alcuni anni ha rivoluzionato l’intrattenimento, l’informazione e la comunicazione digitale. Si tratta di dati molto eloquenti che evidenziano il successo di una modalità comunicativa esplosa nel nostro Paese durante la pandemia, quando tutti eravamo costretti a casa e abbiamo sperimentato nuove modalità di fruizione delle informazioni.

Esplorare questi contenuti sonori alla portata di tutti ci fa toccare con mano un arcipelago ricco e frastagliato di racconti, reali o inventati, di lezioni, reportage giornalistici che spaziano in ogni ambito della cultura – dalla storia alla botanica – aperti alla contaminazione dei più svariati generi narrativi. Un contesto così variegato non poteva non includere le storie dedicate all’astronomia. È questo lo spirito con il quale è nato il podcast Universi da ascoltare.

La cover del podcast

«Con il podcast si riscopre il piacere dell’ascolto in un’epoca prevalentemente dominata da immagini e contenuti grafici», dice la neo-podcaster Rossella Spiga dell’Inaf di Arcetri. «Esporre il pubblico a un’esperienza puramente uditiva produce un impatto emotivo molto più forte rispetto alle immagini o alla lettura, permettendo di stimolare l’immaginazione dell’ascoltatore e intensificando le emozioni associate a un contenuto legato allo spazio. Sicuramente privare delle immagini la comunicazione dell’astrofisica è una sfida per l’Inaf, e per questo abbiamo deciso di iniziare questo esperimento partendo da racconti già scritti in modo magistrale».

«I podcast Universi da ascoltare sono stati pensati apposta per raccontare il cielo da tanti punti diversi», aggiunge Francesca Brunetti, responsabile della biblioteca dell’Inaf di Arcetri ed esperta di editoria scientifica per bambini e ragazzi che cura, insieme ad Antonella Gasperini, la scelta dei testi. «Abbiamo estratto brevi frammenti e li abbiamo consegnati a voci narranti professioniste. L’intento è quello di offrire spunti dai quali partire per un viaggio alla scoperta dell’immaginario celeste, godibili dai ragazzi ma anche da adulti curiosi, a casa, a scuola o nel tempo libero. E non sarebbe male se il cerchio si chiudesse, se dalla parola ascoltata i bambini tornassero al libro cartaceo: uno strumento di conoscenza, gioco, educazione intellettuale e godimento estetico».

Durante il periodo di lockdown del 2020 Polvere di Stelle ha pubblicato la prima stagione del podcast: Piccole storie, brevi letture dedicate agli oggetti celesti, ai loro miti e ai protagonisti dell’astrofisica tratte dai libri per bambini e ragazzi, di cui la biblioteca di Arcetri cura ogni anno una selezione della migliore produzione italiana del settore. Dopo un esordio in sordina, Universi da ascoltare punta sul grande pubblico attingendo dalle pagine più suggestive della letteratura a tema astronomico ed entrando nei principali canali di distribuzione dei podcast con una nuova proposta ogni mese.

Andrea Pennacchi. Fonte: teatroboxer.com

La scelta di parlare di spazio parlando della Terra – “la nostra casa” – si concretizza con la lettura di un brano – quello di Sagan, appunto – nato dalla suggestione di un’immagine della Terra vista dalla sonda Voyager 1 nel 1990, dalla distanza di sei miliardi milioni di chilometri da noi, oltre l’orbita di Nettuno. La celeberrima immagine passata alla storia come Pale blue dot – il pallido puntino blu – è stata votata nel 2001 come una delle dieci migliori immagini scientifiche dello spazio di tutti i tempi.

«Scegliere di leggere le parole Sagan vuol dire proporre un monologo di impostazione quasi shakespeariana. Si tratta di un’ispirazione nata da un’immagine, sono le parole di un visionario che potrebbe dire un astronauta perso nello spazio che sentendosi in pericolo si gira verso la Terra ed esprime i suoi pensieri. È difficile che chi sente questo monologo non si porti a casa qualcosa», conclude Andrea Pennacchi.

Potete ascoltare il podcast su varie piattaforme, fra le quali Anchor.fm e il sito Polvere di stelle dell’Inaf.