STUDIATO DALL'OSSERVATORIO KECK, SULLE SOMMITÀ DEL VULCANO MAUNA KEA

Fiocco azzurro a 400 anni luce dalla Terra

Si chiama 2M0437 b e muove da poco i primi passi. Visto per la prima volta nel 2018 con il telescopio Subaru, è uno fra i rari pianeti extrasolari che si possono osservare direttamente, nonché uno fra i più giovani mai scoperti. Caratteristiche che insieme lo rendono un mondo del tutto speciale. La conferma della sua natura arriva ora dall’Università delle Hawaii, grazie alla collaborazione di scienziati e di studenti di Mānoa. La scoperta sarà pubblicata su Mnras

     26/10/2021
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Immagine diretta del pianeta (indicato dalla lettera ‘b’), che si trova a una distanza dalla sua stella madre pari a circa 100 volte quella fra la Terra e il Sole. Crediti: University of Hawaii

Il nome è la solita sigla anonima: 2M0437 b. Vive attorno alla sua stella madre nella “Nube del Toro”, su un’orbita molto più ampia rispetto ai pianeti del Sistema solare – con un raggio di circa 100 volte la distanza che separa la Terra dal Sole­ – che rende più facile la sua osservazione. E da oggi gode dello status ufficiale di pianeta. Uno fra i pochissimi osservabili direttamente. E uno fra i più giovani che si conoscano. Con una massa pari a circa quattro volte quella di Giove, i ricercatori ritengono infatti che 2M0437b si sia formato – assieme alla sua stella – pochi milioni di anni fa, nel periodo in cui le principali isole hawaiane – sede dei telescopi con i quali è stato scoperto – sono emerse per la prima volta sopra l’oceano. E proprio il fatto che sia osservabile direttamente attraverso i telescopi suggerisce la possibilità di progredire nella comprensione dei processi di formazione e trasformazione dei pianeti, aiutando in tal modo gli astronomi a studiare e valutare il processo evolutivo del Sistema solare e della Terra stessa.

Il pianeta è talmente giovane e caldo – per via dell’energia rilasciata durante la sua formazione – da vantare una temperatura superficiale pari a quella della lava che fuoriesce dai vulcani, circa 1180 °C.

2M0437 b è stato notato per la prima volta nel 2018 con il telescopio Subaru dell’Osservatorio di Mauna Kea, ma ci sono voluti tre anni per avere la certezza che si trattasse veramente di un compagno della stella, e non di un oggetto più distante, soprattutto a causa del fatto che la stella attorno a cui orbita si muove molto lentamente nel cielo. Tre anni di osservazioni durante i quali gli astronomi dell’università delle Hawaii a Mānoa hanno lavorato fianco a fianco con gli studenti, avvalendosi di sofisticate ottiche adattive per compensare la distorsione delle immagini causate dalle perturbazioni dell’atmosfera terrestre.

Secondo Eric Gaidos – autore principale dello studio e professore presso il Dipartimento di scienze della Terra di UH Mānoa – strumenti avanzati come Hubble e il James Webb Space Telescope della Nasa, che sarà presto lanciato, potrebbero fornire dettagli rilevanti riguardo gli eventi che hanno portato alla scomparsa del disco di gas e polveri che circondava la sua stella, nonché informazioni sulla composizione del pianeta e di un eventuale disco circumplanetario nel quale potrebbe formarsi una luna.

«Per compiere questa scoperta sono stati necessari due fra i più grandi telescopi al mondo, la tecnologia dell’ottica adattiva e il cielo limpido di Maunakea», dice Michael Liu, coautore della ricerca, anch’egli all’università delle Hawaii. «Siamo tutti impazienti all’idea di altre scoperte del genere e di studi più approfonditi su questi pianeti, attraverso le tecnologie e i telescopi del futuro».

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