COMPLETATA L’INTEGRAZIONE CON LA SONDA DART DELLA NASA

LiciaCube a un passo dal lancio

Il piccolo satellite tutto italiano è stato integrato nella sonda Dart (Double Asteroid Redirection Test) della Nasa, che partirà a bordo del Falcon 9 di SpaceX, dalla base di Vandenberg, in California alla fine di novembre di quest’anno. La destinazione è un asteroide binario: Didymos e il suo satellite Dimorphos

     01/10/2021
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LiciaCube compie un altro passo verso il lancio. Il piccolo satellite tutto italiano è stato integrato nella sonda Dart (Double Asteroid Redirection Test) della Nasa, che partirà a bordo del Falcon 9 di SpaceX, dalla base di Vandenberg, in California alla fine di novembre di quest’anno. L’integrazione è avvenuta lo scorso 8 settembre presso il Johns Hopkins Applied Physics Laboratory (Apl) a Laurel, nel Maryland, dove è stata anche sviluppata la sonda Dart. Successivamente all’integrazione meccanica, durata circa un’ora, nei giorni seguenti sono state effettuate e testate con successo anche le connessioni elettriche con la sonda americana.

Rappresentazione artistica della missione. Crediti: Argotec, Asi

LiciaCube, grande quanto una scatola per stivali e con una massa di circa 13 chilogrammi, ha il compito di contribuire alla missione Dart, che intende effettuare il primo test in scala reale della tecnica di impatto cinetico a scopo di difesa planetaria. La destinazione è un asteroide binario: Didymos e il suo satellite Dimorphos. Nessuno dei due rappresenta una minaccia per la Terra, ma la loro orbita attorno al Sole li fa transitare abbastanza vicino al nostro pianeta da permettere ai telescopi di osservare le conseguenze della collisione di Dart e calcolare quanto la missione sarà stata efficace nel modificare la traiettoria di Dimorphos a seguito dell’impatto. La variazione del periodo di rivoluzione di quest’ultimo intorno al suo più massiccio compagno roccioso verrà misurata nelle fasi immediatamente successive all’impatto e poi in maniera cumulativa per i mesi e gli anni successivi. In aggiunta a quanto rilevato da Terra, saranno le immagini acquisite da LiciaCube a fornire elementi unici acquisiti in situ e rilevanti anche per la misura della deflessione orbitale.

«Vedere LiciaCube installato su Dart è stata una grande emozione, questa missione apre nuovi orizzonti per l’Asi e per l’intero settore spaziale italiano. Difatti sarà il primo satellite italiano in assoluto a operare nello spazio profondo», spiega Simone Pirrotta, project manager di LiciaCube per Asi, «e il suo sviluppo ha richiesto la formazione di un ampio team nazionale, competente e motivato, che ha lavorato ad una missione sfidante, in uno stimolante contesto internazionale ed è ora anche ben qualificato per affrontare in futuro simili sfide».

Infografica della missione. Crediti: Nasa, Asi

Il piccolo satellite italiano verrà rilasciato 10 giorni prima dell’impatto di Dart su Dimorphos, nell’autunno del 2022, e utilizzerà il sistema propulsivo per modificare la propria traiettoria, in modo da sorvolare Dimorphos, alla distanza di circa 50 chilometri e alla velocità notevole di più 6 km al secondo, circa tre minuti dopo l’impatto di Dart. Questo ritardo darà a LiciaCube l’opportunità di catturare immagini degli effetti dell’impatto, in particolare del pennacchio di materiale espulso, degli emisferi di Didymos e Dimorphos non visibili da Dart e auspicabilmente anche del cratere stesso atteso sulla superficie dell’asteroide.

«Abbiamo davvero molti obiettivi per questa prima missione», dice Andy Cheng, dell’Apl e principal investigator di Dart. «Senza LiciaCube, non avremmo avuto la possibilità di osservare la nube di polvere, che può rivelare dettagli sulla quantità, la velocità e la direzione del materiale espulso. Queste informazioni aiuteranno a rilevare l’effettiva deviazione di Dimorphos».

L’insieme di immagini tanto preziose e rilevanti sarà acquisto dalle due camere di bordo, denominate Luke (LiciaCube Unit Key Explorer) e Leia (LiciaCube Explorer Imaging for Asteroid). Il sistema di comunicazione in banda X di LiciaCube trasmetterà poi le immagini a Terra nei mesi successivi alla collisione di Dart. Sulla base di queste rilevazioni ottiche si potranno effettuare anche specifiche investigazioni scientifiche, che si aggiungono così ai risultati attesi dalla missione ai fini della Difesa Planetaria.

«Aspettiamo con impazienza queste immagini uniche», conclude Elisabetta Dotto, coordinatrice scientifica di LiciaCube dell’Inaf di Roma. «Sarà emozionante studiare, per la prima volta in dettaglio, la natura e la struttura di un asteroide binario».

Fonte: Agenzia spaziale italiana