FOLLOWERS QUINTUPLICATI IN APPENA DUE MESI

Web serie sul cosmo in 3D, oggi l’ultimo episodio

“SocialMente: condividiAMO l’universo”, la serie di video in italiano e in inglese ideata e realizzata da alcuni ricercatori dell’Inaf di Palermo, è giunta all’ultima puntata della prima stagione. Andrà online dalle 19, come di consueto (alle 19:15 in inglese), e parlerà di pulsar. Basata sugli stessi modelli idrodinamici e magnetoidrodinamici di oggetti e fenomeni astronomici che già avevano stregato la Nasa, in otto puntate la web serie è riuscita a coinvolgere il pubblico stimolando passione e curiosità. E il prossimo anno è in arrivo una nuova stagione. Ce ne parla l’ideatore del progetto, l’astrofisico Salvatore Orlando

     18/12/2020
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Salvatore Orlando, primo ricercatore all’Inaf di Palermo e ideatore della web serie “SocialMente: condividiAmo l’universo”

L’idea di una web serie che racconti con un linguaggio semplice e filmati accattivanti fenomeni ed oggetti astronomici è nata un po’ per caso a partire dai modelli sviluppati nell’ambito del progetto 3dMap-Vr (3-Dimensional Modeling for Astrophysical Phenomena in Virtual Reality), avviato all’Inaf di Palermo ormai più di un anno fa, grazie alla collaborazione di un piccolo gruppo di volenterosi – oltre a me, Laura Leonardi, Laura Daricello, Ignazio Pillitteri e Fabrizio Bocchino a cui poi si sono aggiunti Sabina Ustamujic e Salvo Colombo. Il suo principale obiettivo è usare i modelli idrodinamici e magnetoidrodinamici sviluppati per la ricerca scientifica per creare delle grafiche 3D interattive che possano essere esplorate anche con l’ausilio di device per la realtà virtuale. Queste grafiche 3D interattive si sono rivelate molto efficaci non solo per lo studio degli stessi modelli scientifici (grazie a un’esperienza immersiva nella simulazione da parte del ricercatore) ma anche per la loro visualizzazione finalizzata alla disseminazione dei risultati: alcune di queste grafiche sono state incluse come materiale online in pubblicazioni scientifiche. Successivamente ci siamo resi conto che tali grafiche possono essere utilissime anche nell’ambito della divulgazione scientifica, rendendo accessibili al grande pubblico di non addetti ai lavori risultati di studi scientifici di avanguardia condotti presso il nostro ente.

Questo ci ha incoraggiato a sviluppare diverse gallerie pubblicate sulla piattaforma Sketchfab, accessibile da tutti, e che comprendono sia grafiche 3D interattive derivate da modelli scientifici che rappresentazioni artistiche di fenomeni ed oggetti astronomici sulla base delle nostre attuali conoscenze. I nostri modelli hanno avuto sin da subito un grande successo, tanto da attirare l’attenzione della Nasa – che ha usato alcuni dei nostri modelli per le sue attività di promozione dei risultati ottenuti grazie a osservazioni raccolte con i suoi strumenti – e di società private che producono software per planetari astronomici. Grazie a un accordo tra l’Inaf e una di queste società – Rsa Cosmos – i nostri modelli verranno usati per la rappresentazione di fenomeni astronomici in molti planetari in tutto il mondo.

La figura mostra quattro esempi di oggetti astronomici che sono stati raccontati nei brevi video della web serie “SocialMente: condividiAmo l’universo”: pulsar, una stella di neutroni in rapida rotazione (in alto a sinistra), una regione di formazione stellare (in alto a destra), la nebulosa planetaria Elica (in basso a sinistra), il resto di supernova Cassiopea A (in basso a destra). I modelli interattivi sono reperibili nelle gallerie di sketchfab, mentre i video sono disponibili nella playlist sul canale YouTube dell’Inaf di Palermo. I modelli sono stati realizzati da S. Orlando e dal team 3dMap-Vr

Prima di vivere questo tragico periodo in cui siamo stati travolti dalla pandemia da Covid-19, l’Inaf di Palermo organizzava periodicamente eventi per il grande pubblico per dar modo a tutti di visitare le nostre grafiche 3D interattive in realtà virtuale, accompagnati da un ricercatore che spiegasse il fenomeno in cui i visitatori si trovavano letteralmente immersi. La risposta da parte del pubblico è sempre stata di grande entusiasmo. Personalmente ho sempre trovato gratificante leggere nelle espressioni del viso e nelle reazioni sia di adulti che di bambini l’eccitazione e la meraviglia per la scoperta che sperimentavano grazie ai nostri modelli. Purtroppo con la pandemia tutto questo è venuto a mancare.
Da qui l’idea: perché non portare l’esperienza della scoperta dei nostri modelli attraverso dei video di breve durata? In modo da poter continuare a raccontare in modo semplice e accattivante cosa sono le nebulose planetarie, oppure i resti di supernova, cosa possiamo imparare dal loro studio. In modo da mostrare quanto diversi possano essere i pianeti al di fuori del nostro Sistema solare e cosa stiamo imparando grazie alla recente scoperta delle onde gravitazionali.

Per raggiungere il nostro obiettivo, la web serie è stata condivisa attraverso i social network, in particolare YouTube e Facebook. Si è deciso di proporre la serie in doppia lingua, sia in italiano – nella playlist SocialMente: condividiAmo l’universo – che in inglese – nella playlist Universe in hands – al fine di raggiungere il pubblico anche al di fuori dei confini nazionali. Abbiamo anche attivato un indirizzo e-mail – condividiamo.oapa@inaf.it – a cui tutti possono rivolgere domande e avere risposte da parte dei nostri ricercatori. L’esperienza è stata molto positiva: le persone si sono incuriosite, hanno fatto diverse domande, molti ci hanno fatto i complimenti per l’iniziativa, tanti ci hanno incoraggiato a continuare. Giusto per avere un’idea, da quando abbiamo lanciato la web serie, circa due mesi fa, i followers del canale YouTube dell’Inaf di Palermo sono più che quintuplicati, e ogni giorno se ne aggiungono di nuovi. Una misura tangibile del successo che ha avuto la nostra iniziativa, dando visibilità al nostro progetto e alla nostra attività di ricerca e divulgazione scientifica.

La web serie si conclude oggi, venerdì 18 dicembre. Parleremo delle pulsar, spiegando cosa sono e perché la loro emissione appare pulsata. La première in italiano andrà online alle 19:00, mentre quella in inglese un quarto d’ora più tardi, alle 19:15. In questo modo il nostro esperimento social giunge al termine, ma non vogliamo scrivere la parola fine a tutto questo – perché ci siamo divertiti e perché il pubblico si è divertito. Quest’ultima puntata vuole dunque essere piuttosto un arrivederci al prossimo anno, quando una nuova serie, con nuovi modelli e nuovi fenomeni astrofisici da raccontare, verrà proposta di nuovo su tutti i social. Concludo perciò invitandovi a iscrivervi al nostro canale YouTube e a seguire la nostra pagina Facebook. Arrivederci al prossimo anno!

Qui l’ultima puntata del 2020, online dalle 19:00 di venerdì 18 dicembre: