SCOPERTA UNA SECONDA ECLITTICA

Il piano B del Sistema solare

Interseca il piano su cui giacciono le orbite dei pianeti che appartengono al Sistema solare. Si tratta di un secondo piano geometrico, inclinato di 60 gradi rispetto al disco galattico della Via Lattea. È qui che corrono alcune delle comete di lungo periodo: la loro origine è tutta da ripensare?

     01/10/2020
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Le linee che convergono verso il centro dell’immagine rappresentano le comete. Il piano dell’eclittica, che ospita le orbite dei pianeti del Sistema solare, è evidenziato in giallo mentre un secondo piano “vuoto” è in colore blu. Il reticolato sullo sfondo rappresenta il disco galattico della Via Lattea. Crediti: Naoj.

In caso di imprevisti è sempre bene avere un piano B nella vita. Persino il Sistema solare ce l’ha. O così pare. 

Uno studio giapponese appena pubblicato su The Astronomical Journal, e riguardante i moti delle comete, sostiene infatti che il Sistema solare abbia un secondo piano di allineamento: un’eclittica “vuota” che interseca il piano su cui giacciono le orbite di Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno e via dicendo. 

Studiando le orbite delle comete di lungo periodo è stato possibile individuare come il loro afelio (il punto in cui sono più lontane dal Sole) tenda a cadere talvolta vicino al noto piano dell’eclittica dove risiedono i pianeti, talaltra su un piano geometrico vuoto prima sconosciuto. Una scoperta che ha importanti implicazioni sui modelli di formazione delle comete nel Sistema solare.

Facciamo un passo indietro: nel nostro sistema i pianeti e la maggior parte degli altri corpi si “muovono” più o meno sullo stesso piano orbitale, quello che comunemente chiamiamo eclittica. Esistono tuttavia ben note eccezioni, come le comete. Alcune di esse, specialmente le comete di lungo periodo (che impiegano decine di migliaia di anni per completare un’orbita), non sempre corrono vicino all’eclittica. Vanno e vengono in varie direzioni.

I modelli di formazione del Sistema solare attualmente in voga suggeriscono che anche le comete di lungo periodo si siano formate vicino all’eclittica e solo successivamente si siano disperse lungo le traiettorie odierne, probabilmente a causa di interazioni gravitazionali con i giganti gassosi. Ma anche così, il loro afelio non dovrebbe scostarsi significativamente dal piano dell’eclittica. 

Bisogna ipotizzare l’azione di forze esterne per spiegare la distribuzione delle comete su una seconda eclittica come quella appena scoperta. E di certo il campo gravitazionale della Via Lattea, che pure ospita il nostro sistema planetario, esercita una piccola ma non trascurabile influenza. Arika Higuchi, docente universitario e in passato membro del progetto Rise presso l’Osservatorio astronomico del Giappone, ha studiato gli effetti della gravità galattica sulle comete di lungo periodo e risolto le equazioni che governano la distribuzione di questi corpi lungo due piani geometrici, entrambi inclinati di 60 gradi rispetto al piano della Via Lattea. Un piano è quello dell’eclittica che ben conosciamo e che ospita la stessa orbita terrestre. L’altro è quello appena scoperto.

Higuchi chiama questa seconda eclittica “vuota” seguendo la nomenclatura matematica. E anche perché inizialmente non contiene oggetti. Le comete iniziano a popolarla solo in un secondo momento della storia del Sistema solare, a conferma degli attuali modelli di formazione cometaria.

Un esame dettagliato della distribuzione delle comete di lungo periodo potrebbe confermare questo primo riscontro. O rimettere tutto in discussione.

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