FONDAMENTALE IL SUO STUDIO SULLE GALASSIE STARBURST

Premio Linceo per l’astronomia a Giulia Rodighiero

A lei si deve la scoperta, nel 2011, del ruolo degli scontri violenti fra galassie nella formazione delle loro stelle. Il Premio sarà conferito nel corso della cerimonia solenne per via telematica che avrà luogo il prossimo venerdì 25 settembre alle ore 11.00

     24/09/2020
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Giulia Rodighiero

A Giulia Rodighiero, docente del Dipartimento di fisica e astronomia dell’Università di Padova, il Premio Linceo per l’astronomia assegnato dall’Accademia nazionale dei Lincei: è uno dei più prestigiosi riconoscimenti internazionali ed è assegnato ai migliori scienziati per le loro ricerche. L’istituzione di Palazzo Corsini, che ogni anno bandisce il premio a rotazione per una disciplina scientifica diversa, ha deciso di assegnarlo alla professoressa Rodighiero per la sua ricerca sulle galassie starburst, studio che ha determinato un cambio di paradigma nella comprensione della storia di formazione stellare nell’universo con conseguente riorientamento dei programmi di ricerca in questo campo.

«Ritengo giusto considerare questo premio, di cui mi sento onorata, come un riconoscimento al lavoro di tutti i colleghi italiani», dice Rodighiero, «che in questi anni hanno contribuito a raggiungere importanti traguardi nel campo della formazione ed evoluzione delle galassie. Abbiamo avuto la fortuna di partecipare in prima linea allo sviluppo di importanti missioni spaziali per lo studio della componente dell’universo oscurata dalla polvere. Spero che questa linea di ricerca possa anche in futuro godere dello sviluppo tecnologico necessario per nuove scoperte».

La docente ha contribuito in modo significativo a misurare le proprietà statistiche osservative di numerose popolazioni galattiche a diverse età dell’universo, vincolando i modelli cosmologici di formazione ed evoluzione delle strutture cosmiche che osserviamo oggi. A lei si deve la scoperta, nel 2011, del ruolo degli scontri violenti fra galassie nella formazione delle loro stelle.

Nella motivazione si legge: “Nel novero della sua ampia produzione scientifica sull’evoluzione delle galassie, tutta di alto livello, spicca in particolare il lavoro di Rodighiero et al. The lesser role of starbursts in star-formation at redshift=2 del 2011. Era infatti noto che gran parte delle galassie sostengono una formazione stellare all’incirca proporzionale alla loro massa, con una minoranza caratterizzata invece da una attività estremamente più intense, spesso dovuta allo scontro di due galassie (starburst galaxies). Si ignorava però quale fosse il contributo relativo dei due regimi di formazione stellare, ed era diffusa l’opinione che contribuissero in egual misura. Combinando i dati dei satelliti Herschel, Spitzer, Hst e di grandi telescopi a terra, Giulia Rodighiero ha dimostrato che queste galassie starburst contribuiscono solo al 10 per cento circa della formazione totale, mentre il restante 90 per cento è attribuibile a galassie normali. Ciò ha determinato un cambio di paradigma nella nostra comprensione della storia di formazione stellare nell’universo con conseguente riorientamento dei programmi di ricerca in questo campo”.

Il Premio sarà conferito nel corso della cerimonia solenne a classi riunite per la chiusura dell’anno accademico 2019-2020, che avrà luogo il prossimo venerdì 25 settembre alle ore 11.00. L’adunanza, vista l’emergenza sanitaria Covid-19, si terrà per via telematica e sarà trasmessa in streaming in attesa della cerimonia alla presenza del Presidente della Repubblica, quando la situazione sanitaria lo permetterà.

Giulia Rodighiero è nata a Vicenza. Ha conseguito la laurea in Astronomia e successivamente il dottorato in Astronomia presso l’Università di Padova. Ha svolto attività di ricerca in diversi istituti esteri (in particolare il Caltech in California, l’Istituto di astrofisica delle Canarie e il Max Planck Institute di Monaco). È docente al Dipartimento di fisica e astronomia dell’ateneo patavino e tiene diversi insegnamenti, tra cui il corso di cosmologia. Ha lavorato alla preparazione e allo sfruttamento delle più importanti missioni spaziali che operano nel regime spettrale infrarosso: l’Infrared Space Observatory (Esa), lo Spitzer Space Telescope (Nasa) e la missione europea Herschel (Esa). È autrice di circa 200 pubblicazioni, che si distinguono per l’elevato numero di citazioni ottenute (più di 13mila).