VISIONARIO E PURO, CERCA RISPOSTE A DOMANDE CHE TRAVALICANO LA VITA QUOTIDIANA

Lo scienziato e il bambino di Maria Montessori

Centocinquanta anni fa – il 31 agosto 1870 – nasceva Maria Montessori, neuropsichiatra infantile ideatrice di uno fra i sistemi educativi di maggior successo nel mondo, che ha fra i suoi motti: “gettiamo i semi di tutte le scienze”. Un sistema intrinsecamente “Stem”, fondato sulla curiosità e l’esplorazione, ricorda Frida Paolella oggi su Media Inaf

     31/08/2020
Social buttons need cookies

Maria Tecla Artemisia Montessori. Fonte: Wikimedia Commons

Un cratere sul pianeta Venere porta il suo nome. Tra i motti del suo modello educativo: “gettiamo i semi di tutte le scienze”. Nelle sue conferenze sull’emancipazione femminile invitava le donne ad appropriarsi della scienza per farne anche uno strumento con cui coltivare la propria forza. Di formazione Stem, coraggiosa in tempi in cui questo trovava opposizione da parte degli uomini, persino da suo padre. L’unica donna italiana a cui è stata dedicata una banconota.

Di chi stiamo parlando?

Di Maria Montessori – pedagogista, medico, scienziata, filosofa italiana, nata a Chiaravalle in provincia di Ancona, e nota in tutto il mondo per il metodo educativo che porta il suo nome. Il 2020 è il 150° anniversario della sua nascita, avvenuta il 31 agosto 1870. Candidata per tre volte al Nobel per la pace, morì a Noordwijk (Paesi Bassi) il 6 maggio 1952.

L’illustre pedagogista Sofia Corradi, ideatrice del programma Erasmus, in un’intervista patrocinata dalla Regione Marche e già pubblicata nei giorni scorsi da alcuni istituti italiani di cultura nel mondo (Colonia, Berlino, Montreal, Zurigo, Praga, Cracovia, Città del Messico) – tra numerosi altri che aderiscono il 31 agosto come omaggio istituzionale per questo 150°anniversario – definisce Maria Montessori “personaggio di statura mondiale quando di mondialità ancora non si parlava”.

Montessori propugnava l’insegnamento dell’educazione cosmica intesa come rapporto equilibrato di ogni parte con il tutto, di ciascuno con i propri simili. La grande legge che regola la vita nel cosmo è quella della collaborazione tra tutti gli esseri. Quindi interazione e reciprocità che implica l’ascolto dell’altro, anche nel rapporto docente/discente. Cosmo poi deriva dal greco kosmos che significa ordine, armonia.

Dunque Montessori, che guarda sempre al bambino come fonte di purezza interiore, propone un ascolto continuo delle sue espressioni, curiosità, domande sul mondo, che spesso nella loro ingenua delicatezza hanno proprio natura cosmica. Il bambino osserva e scopre il mondo con stupore, il mondo che diventa sempre più grande con la sua crescita e il suo sviluppo. E con il mondo cresce la sua visione cosmica, pura e appunto visionaria. È la bellezza della purezza del pensiero infantile che Montessori vuole sempre proteggere e custodire con amore. Per tutto questo valga l’epitaffio che ha voluto sulla sua tomba: “Io prego i cari bambini, che possono tutto, di unirsi a me per la costruzione della pace negli uomini e nel mondo”.

Montessori vuole che si rispetti la concentrazione infantile quanto quella di un artista o di uno scienziato.

Secondo la sua concezione, così come espressa in Il bambino in famiglia (Bruxelles, 1923), infatti: “È noto come i sapienti, gli uomini di scienza, ci danno l’impressione di un intimo raccoglimento che li tiene lontani dalle cose del mondo. Tutti conoscono gli aneddoti di Newton che dimentica di prender cibo, di Archimede che nemmeno si accorge del frastuono della mischia per la conquista di Siracusa e si fa sorprendere dai nemici intento ai suoi calcoli geometrici. Ebbene, proprio questi aneddoti ci indicano il lato opposto di questo intimo raccoglimento. Le grandi scoperte che conducono al progresso di tutta l’umanità non sono dovute tanto alla cultura degli scienziati né al loro sapere, quanto a questo completo concentrarsi e sprofondarsi dell’ingegno, a questo quasi isolarsi dal mondo (…). Ma poiché questo raccoglimento questo sprofondarsi dell’anima in se stessa lo troviamo nei bambini, è chiaro che esso non rappresenta uno stato eccezionale di persone particolarmente dotate, ma è una qualità universale dell’anima umana, che solo in poche persone si conserva fino all’età adulta”.

Dunque lo scienziato come il bambino, visionario, che cerca risposte a domande che travalicano la vita quotidiana e che ai più possono addirittura sembrare inutili, fuori dalla realtà. E invece sono le domande che portano alle scoperte scientifiche, a nuove visioni del nostro pianeta, dell’infinito, al progresso umano e sociale: in sintesi alla scienza per la pace e lo sviluppo nel mondo, trasversale ai 17 obiettivi Onu di Agenda 2030.