ESA COMMISSIONA LA PRIMA RIMOZIONE DI DETRITI IN ORBITA

È svizzero il prototipo di “carro attrezzi” spaziale

ClearSpace-1, un satellite con quattro braccia robotiche, nel 2025 andrà nello spazio a recuperare un pezzo di “Vespa”, un adattatore utilizzato per lanci multipli sul razzo Vega. L’Europa dà il via all’era del “deorbiting”

     10/12/2019
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Animazione della cattura del detrito da parte della sonda ClearSpace-1. Crediti: Epfl/J.Caillet

Sarà europea e partirà nel 2025 la prima missione al mondo per il recupero di rifiuti spaziali. Dopo il semaforo verde ottenuto in merito durante il recente Consiglio ministeriale Space19+, l’Agenzia spaziale europea (Esa) comunica ora di avere selezionato il fornitore privato che dovrà sviluppare la missione ClearSpace-1, destinata ad acchiappare al volo uno specifico oggetto in orbita attorno alla Terra e farlo bruciare completamente rientrando in atmosfera.

A guidare il consorzio d’imprese che realizzerà il progetto sarà la svizzera ClearSpace, spin-off dell’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne, che entro marzo dovrà presentare la sua proposta finale per deorbitare un componente di un razzo Vega, lanciato dall’Esa nel 2013.

La missione ClearSpace-1 avrà come obiettivo il livello superiore del cosiddetto Vespa (Vega Secondary Payload Adapter), un adattatore per ospitare più satelliti all’interno dell’ogiva del lanciatore, lasciato in un’orbita a 660 chilometri di altitudine dopo aver svolto la sua funzione.

Le fasi della missione. Crediti: ClearSpace

Con una massa di circa 100 chilogrammi, la parte conica del Vespa s’avvicina alle dimensioni di un piccolo satellite, mentre la sua forma relativamente semplice, assieme alla costruzione robusta, lo rendono particolarmente adatto a divenire un primo obbiettivo di prova, per passare successivamente al recupero di oggetti più e impegnativi, anche più di uno alla volta.

Il “segugio” ClearSpace-1 verrà lanciato in un’orbita a 500 chilometri di altezza per il collaudo e la messa in servizio; successivamente la quota sarà alzata per raggiungere il Vespa e, sotto la supervisione dell’Esa, catturarlo con i quattro bracci robotici di cui è dotato questo satellite “spazzino”. La coppia verrà quindi deorbitata per bruciare in atmosfera.

Sulla destra, l’adattatore Vespa con cui furono lanciati i satelliti Proba-V (all’interno) e VNREDSat-1 (sopra). Crediti: Esa

«Questo è il momento giusto per una tale missione, perché il problema dei detriti spaziali è più urgente che mai. Oggi abbiamo in orbita quasi 2000 satelliti operativi e più di 3000 fuori uso», commenta Luc Piguet, fondatore e amministratore delegato di ClearSpace. «E nei prossimi anni il numero di satelliti aumenterà di un ordine di grandezza, con diverse mega-costellazioni costituite da centinaia, o addirittura migliaia, di satelliti nell’orbita terrestre bassa per servizi di telecomunicazione e monitoraggio ad ampia copertura e bassa latenza. È evidente la necessità che un “carro attrezzi” rimuova i satelliti guasti da questa zona trafficata».

«Anche se interrompessimo oggi tutti i lanci spaziali, le proiezioni mostrano che la popolazione complessiva di detriti spaziali in orbita continuerà a crescere, poiché le collisioni tra oggetti generano spazzatura con un effetto a cascata. Dobbiamo sviluppare tecnologie per evitare di creare nuovi rifiuti e rimuovere quelli già lassù», afferma Luisa Innocenti, a capo del dipartimento Clean Space dell’Esa. «Di conseguenza, continueremo il nostro sviluppo di linee guida essenziali, tecnologie di navigazione e controllo e metodi di incontro e acquisizione con un nuovo progetto chiamato Adrios (Active Debris Removal/ In-Orbit Servicing), i cui risultati saranno applicati a ClearSpace-1. Questa nuova missione, implementata da un gruppo di lavoro Esa, ci consentirà di verificare tutte queste tecnologie, ottenendo una posizione di leadership mondiale in questo campo».

Guarda un’animazione su ClearSpace-1: