TRA ETOLOGIA E ASTRONOMIA

I caprimulgidi migrano dopo la Luna piena

Per uccelli notturni che cacciano a vista può essere normale aumentare l’attività nelle notti in cui la Luna risplende di più. Ma un nuovo studio svedese sul succiacapre, o caprimulgo europeo, ha trovato che anche il tempo delle migrazioni è scandito dal ciclo lunare

     16/10/2019
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Esemplare di succiacapre (Caprimulgus europaeus). Crediti: Università di Pavia

Benché alla Luna vengano attribuiti da tempo immemorabile una grande quantità e varietà di influssi sulla vita terrestre, sono ben pochi gli effetti accertati con studi scientifici. Uno di questi è stato appena pubblicato da un gruppo di etologi dell’Università di Lund, in Svezia, sulla rivista Plos Biology.

I ricercatori hanno seguito i movimenti migratori di una quarantina di esemplari – dotati di trasmettitore Gps – di caprimulgo europeo (Caprimulgus europaeus), un uccello notturno insettivoro, presente d’estate anche in Italia, che affronta lunghe migrazioni stagionali per svernare in Africa.

Il tracciamento degli animali con i dati Gps ha rivelato sia che l’attività di ricerca di cibo del caprimulgo più che raddoppia durante le notti rischiarate dalla luce lunare, sia che gli uccelli migrano simultaneamente circa dieci giorni dopo la Luna piena.

In campo etologico, si riteneva che il ciclo periodico e regolare dell’illuminazione lunare, presente a livello globale, potesse sincronizzare le migrazioni di varie popolazioni animali, ma tali effetti ciclici sulla regolazione temporale della migrazione non erano ancora stati dimostrati.

Nel loro insieme, sostengono gli autori, i risultati del nuovo studio indicano che le influenze cicliche – come quella delle fasi lunari – possono sincronizzare le ondate migratorie, con possibili effetti a valle sulle comunità e sugli ecosistemi associati. Il prossimo passo, dicono i ricercatori, sarà quello di esplorare quanto sia generale il ciclo lunare come regolatore temporale dei movimenti negli animali migratori.

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