STUDIO FLUIDODINAMICO SULLA LORO FORMA

Meteoriti coniche riprodotte il laboratorio

Per ricostruire le forze aerodinamiche responsabili della forma conica di una buona parte delle meteoriti che giungono a noi dallo spazio esterno, un team della New York University ha sottoposto corpi argillosi all’azione di un flusso d'acqua. I risultati sono pubblicati su Pnas

Crediti: NYU’s Applied Mathematics Laboratory

La forma dei meteoroidi può essere delle più varie. Tuttavia, quando giungono sulla Terra, una porzione rilevante – si stima circa una su quattro – delle meteoriti, di forma, ne assumono una in particolare: conica. Come mai? Quali processi conferiscono a questi bolidi spaziali – ciò che resta dopo l’ablazione atmosferica di un meteoroide – il loro aspetto? Quali forze aerodinamiche li plasmano, consentendo loro di sopravvivere al volo infuocato attraverso l’atmosfera e arrivare a toccare il suolo? Una nuova ricerca condotta da un team di scienziati della New York University, i cui risultati sono stati pubblicati questa settimana su Pnas, ha cercato di dare una risposta a queste domande.

Come? Attraverso le simulazioni condotte in laboratorio utilizzando finte meteoriti – corpi d’argilla ancorati a un’asta – sottoposte a un flusso d’acqua, così da replicare il percorso attraverso l’atmosfera e determinare come la stabilità dell’orientazione durante la picchiata dipenda dalla forma. Un percorso che nel caso delle meteoriti in “carne e ossa” – o per meglio dire rocciose, ferrose o ferro-rocciose, come sono anche classificati questi corpi – comporta la loro erosione e fusione. Processi che alla fine si traducono, appunto, nell’acquisizione della forma con la quale giungono sino al suolo.

«Mentre i coni più stretti e sottili ruzzolano e si ribaltano, quelli più grandi oscillano avanti e indietro. Ma siamo riusciti a identificare anche una terza classe di coni che volano perfettamente dritti, mantenendo la punta in testa», dice il ricercatore che ha guidato lo studio, Leif Ristroph, della New York University. «La cosa sorprendente è che questi coni intermedi, quelli con l’angolo “giusto”, hanno esattamente la stessa forma dell’argilla erosa ottenuta nei nostri esperimenti e delle meteoriti coniche reali».

Solo le forme intermedie, inclusa la forma stereotipata scolpita dall’erosione, concludono dunque i ricercatori, consentono di raggiungere un orientamento stabile e un volo dritto con la punta in testa. I dati ottenuti in laboratorio mostrano che la particolare forma conica modellata nei flussi unidirezionali rimane posturalmente stabile anche per corpi in volo libero – non vincolati da un’asta come nell’esperimento, dunque.

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