LA CERIMONIA ALL’ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI

Tre premi astronomici a giovani ricercatori

Oggi pomeriggio, al termine della terza giornata del congresso annuale della Società astronomica italiana, sono stati consegnati i premi intitolati a “Pietro Tacchini”, “Guido Horn D’Arturo” e “Giuseppe Lorenzoni”

16.05.2019

Da sinistra: Giusi Micela, Giancarlo Setti, Milena Valentini (vincitrice del premio Tacchini), Ginevra Trinchieri, Vincenzo Pesce (vincitore del premio Horn D’Arturo) e Gianpietro Marchiori. Crediti: Rossella Spiga

Si è conclusa con la consegna dei premi annuali la terza giornata del 63esimo congresso della Sait, la Società astronomica italiana, in corso in questi giorni a Roma, all’Accademia nazionale dei Lincei. Tre premi da duemila euro ciascuno assegnati ad altrettanti lavori a tema astrofisico – due per tesi di dottorato, il terzo per un articolo scientifico.

Vincitrice del premio “Pietro Tacchini” – intitolato a uno fra gli astronomi fondatori, nell’Ottocento, della Società degli spettroscopisti italiani – è Milena Valentini della Sissa di Trieste, per la sua tesi di dottorato su Formation of disc galaxies from cosmological simulations: galactic outflows and chemical evolution.

Sempre a una tesi di dottorato, quella firmata da Vincenzo Pesce del Politecnico di Milano su Autonomous Navigation for Close Proximity Operations around Uncooperative Space Objects, va il premio “Guido Horn D’Arturo”, istituito quest’anno dalla Sait, in sinergia con la Eie Group, in onore dell’astronomo triestino di origini ebraiche – vittima delle conseguenze delle infami leggi razziali fasciste – ideatore della tecnologia “a tasselli”.

Ronald Drimmel ed Eloisa Poggio

Il premio “Giuseppe Lorenzoni”, quarto direttore della Specola di Padova e primo astronomo padovano a compiere ricerche astrofisiche, va invece a quello che è stato ritenuto dalla commissione il miglior articolo scientifico di carattere astrofisico pubblicato nell’ultimo triennio con un primo autore under-38: il paperThe Galactic warp revealed by Gaia DR2”, di Eloisa Poggio e Ronald Drimmel dell’Inaf di Torino – un lavoro sulla conformazione della nostra galassia, la Via Lattea, del quale abbiamo parlato anche su Media Inaf nell’articolo “Quel turbolento incontro con la Via Lattea”.

«Il disco della nostra galassia non è perfettamente piatto», spiega Poggio a Media Inaf a proposito del suo articolo, «ma presenta una deformazione su grande scala, chiamata warp, la cui origine è tuttora sconosciuta. Analizzando i dati di Gaia, abbiamo scoperto che il warp lascia la sua “firma” nelle velocità delle stelle del disco galattico. Questa firma è visibile sia nelle stelle appena nate che in quelle più vecchie, indicazione del fatto che il warp è un fenomeno di natura gravitazionale, in grado di “piegare” entrambe le componenti».

 «Scoprire che il nostro articolo ha vinto il Premio Lorenzoni è una sorpresa meravigliosa», aggiunge Drimmel, il secondo autore dello studio, «e una conferma dell’importanza di questo contributo allo studio della Via Lattea, per il quale Eloisa merita un riconoscimento. Mi considero fortunato a essere uno dei suoi collaboratori!».

Infine, la commissione esaminatrice del “Premio Lorenzoni” ha deciso di segnalare per una menzione speciale anche il paperFirst light of the VLT planet finder SPHERE
III. New spectrophotometry and astrometry of the HR 8799 exoplanetary system”, di Alice Zurlo, professoressa all’Università Diego Portales di Santiago (Cile) e associata all’Inaf di Padova.

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