UN RICORDO DELL'ASTRONOMO PADOVANO

Favio Bortoletto ci ha lasciato

Molteplici sono stati i campi in cui ha dato il suo contributo, come lo sviluppo dei rivelatori a stato solido e l’ottica attiva e la messa in esercizio del Telescopio Nazionale Galileo. Bortoletto è stato anche uo dei pilastri della missione Euclid

Favio Bortoletto davanti alla strumentazione di controllo dello specchio principale del Telescopio Nazionale Galileo, prima della sua installazione

Favio Bortoletto ci ha lasciato. Favio ha rappresentato lo sviluppo dei rivelatori a stato solido, I Ccd, in una epoca di transizione, in cui non era ovvio pensare che avrebbero completamente soppiantato lastre, intensificatori di immagini e tubi a conteggio di fotoni, su cui peraltro aveva lui stesso lavorato.

Ha diretto la squadra di Padova che si è occupato dell’ottica attiva, degli allineamenti e della messa in esercizio del Telescopio Nazionale Galileo, il 3.5m costruito alle Canarie sotto la guida di Cesare Barbieri.

«Non era facile lavorare con Fabio, come tutti lo chiamavano nonostante il suo vero nome che tradiva la sua origine sudamericana, ma le operazioni di montaggio, di allineamento, di messa in opera, con lui finivano sempre per assumere un sapore tra l’epico e l’indimenticabile» ricorda Roberto Ragazzoni, ora direttore dell’Osservatorio di Padova, col quale ha lavorato per oltre una decina d’anni.

In epoca piú recente Favio è stato anche uno dei pilastri della missione Euclid. Fin dall’inizio ha rappresentato il punto di riferimento per il funzionamento della catena dell’informazione, dai detector infrarossi (di cui era uno dei massimi esperti in Europa e non solo), all’elettronica di lettura. È stato un consulente determinante per il successo delle attività ESA e NASA sui rivelatori di Euclid, sui quali ha svolto determinant misure di caratterizzazione preliminare.

«Avere l’opinione di Favio è sempre stato importante per prendere le decisioni tecniche sull’elettronica di Euclid. Mi ha sempre impressionato la sua lucidità e la chiarezza nell’esposizione dei concetti, propria di chi conosce profondamente i complessi meccanismi di funzionamento degli strumenti» ricorda Luca Valenziano, responsabile scientifico per Inaf della missione Euclid.

Il Presidente, il CdA, il Direttore Generale, il Direttore Scientifico e il personale dell’Inaf sono vicini ai familiari e ai colleghi di Favio Bortoletto per la sua scomparsa.