SCONTRO FRA TITANI

Di due galassie una

Si chiama Ngc 6052 ed è una coppia di galassie in collisione. Un abbraccio cosmico immortalato dalla Wide Field Camera 3 di Hubble

     11/03/2019

Quella che vedete sotto è una splendida foto dai colori vivaci – blu rubino, bianco intenso e sfumature ambrate – scattata nel visibile e nell’ultravioletto dalla Wide Field Camera 3 del Telescopio spaziale Hubble. A guardarla bene sembrerebbe una galassia. Eppure non possiede nessuna delle forme principali riconosciute per la classificazione secondo la “sequenza di Hubble“: non è ellittica, non è lenticolare, non è a spirale. E non è nemmeno a spirale barrata o a spirale intermedia. Ma cos’è, dunque, quella ritratta nella foto? 

La coppia di galassie in collisione Ngc 6052 immortalata usando la Wide Field Camera 3 del telescopio spaziale Hubble di Nasa ed Esa. Crediti: Esa/Hubble e Nasa, A. Adamo et al.

Il suo nome è Ngc 6052 – così si chiama nel New General Catalog (Ngc) di John Dreyer. Conosciuta anche con i nomi di Mrk 297, Leda 57039 o Arp 209, è una coppia di galassie in collisione. Due galassie interagenti nella costellazione di Ercole, a circa 230 milioni di anni luce di distanza da noi, prodotto di un abbraccio cosmico di quelle che una volta erano due galassie distinte: le galassie Ngc 6052A e Ngc 6052B. Un abbraccio dovuto alla reciproca attrazione gravitazionale tra le due galassie iniziato molto tempo fa e che le ha indotte, via via, ad avvicinarsi, producendo all’interno di Ngc 6052 lo stato caotico che si osserva oggi. Uno stato dove le brillanti stelle, presenti originariamente nelle singole galassie, hanno abbandonano le loro orbite per intraprenderne di nuove indotte dai modificati effetti gravitazionali, iniziando così una specie di danza dove le stelle sono tirate l’un l’altra dalla gravità.

Scoperta per la prima volta l’11 giugno del 1784 da William Herschel – l’astronomo che tre anni prima aveva scoperto il gigante gassoso Urano – Ngc 6052, proprio a causa della sua forma , è stata originariamente classificata come singola galassia irregolare, non mostrando, come detto, nessuna struttura discernibile secondo la classificazione delle galassie di Hubble.

Oggi, invece, sapendone molto di più sull’evoluzione della galassie, è chiaro che si tratta di una collisione di galassie. Uno scontro fra titani ritenuto fino a poco tempo fa un evento eccezionale ma che in realtà è già stato osservato diverse volte. La domanda ora è: a che cosa porterà questa collisione? A una fusione delle due galassie. Una fusione dalla quale si formerà una nuova e unica galassia stabile. Una sorte che pare pure ci riguardi da vicino. Sembra infatti che, in un futuro molto remoto – si stima non prima di due miliardi di anni – la Via Lattea sia destinata a scontrarsi con il nostro vicino galattico: la Grande Nube di Magellano – fondendosi con essa e producendo una nuova galassia stabile, molto diversa delle due galassie originali. Fusioni, queste, importanti dal punto di vista astronomico: oltre a rappresentare un passaggio fondamentale dell’evoluzione delle galassie, forniscono ai ricercatori indizi su come queste si siano accumulate nel tempo.