UNIVERSI PARALLELI AMATORIALI

Wormhole: non si scappa dal paradosso

Su YouTube, un cortometraggio italiano incentrato sui wormhole, i cunicoli spazio-temporali che la scienza ritiene teoricamente possibili. Uno spunto di riflessione su un tema suggestivo. La recensione di Media Inaf.

     28/06/2013

wormholeRagazza: “Cioè: tu non credi in Dio e comunque credi a queste cose da fantascienza?”

Ragazzo: “Queste cose da fantascienza sono l’argomento del mio dottorato e, se dovessi avere ragione sulla teoria dei wormhole, diventerei uno dei massimi esperti al mondo sulla gravità quantistica.”

Questo frammento di dialogo non è stato colto fuori da un’aula universitaria ma fa parte di un cortometraggio di 25′, intitolato appunto Wormhole e realizzato dalla compagnia teatrale Rottura Spontanea della Simmetria composto da Claudia Fonti e Fabio Manniti, i due interpreti del film che hanno segnalato alla nostra redazione questa loro “opera prima”.

Basato su una sceneggiatura di Samuel Krapp, il film narra di una ragazza, Weiss, e del suo compagno Schwarz, uno studioso di fisica teorica per l’appunto, che vedono la loro quotidianità turbata da strani accadimenti che li portano a sospettare di trovarsi a viaggiare involontariamente nel tempo. Schwarz, grazie ai suoi studi, non si scompone più di tanto e cerca di spiegare a Weiss i principi fondamentali dei cunicoli spazio-temporali, quei “ponti” tra diversi punti dello spazio-tempo che Albert Einstein e il fisico israeliano Nathan Rosen proposero come teoricamente compatibili con la teoria generale della relatività nel 1935.

Weiss pare convincersi (“Rosen… ecco io non so chi sia, però so che Einstein era sicuramente un cazzuto”), anche se fatica ad accettare l’idea che lei e Shwarz non starebbero tanto viaggiando avanti e indietro nel tempo quanto dentro e fuori universi paralleli. Per confermare i loro dubbi, da buon ricercatore Schwarz mette a punto un semplice esperimento, i cui risultati convincono i due giovani che non sempre si trovano di fronte il compagno dello stesso universo, ma l’omologo dell’universo parallelo. Per uscire dal paradosso, Schwarz propone una soluzione radicale, che si rivelerà sì teoricamente appropriata, ma dagli effetti incontrollabili.

Insomma, la morale potrebbe essere che una volta entrati in un paradosso, frutto di una scelta impossibile tra soluzioni apparentemente identiche, si fatica a uscirne. Il giudizio estetico sul film lo lasciamo ai lettori a questo punto incuriositi. Ai realizzatori del film confessiamo che anche al redattore, ma solo ogni tanto, verrebbe voglia di chiedere agli autori delle ricerche di cui raccontiamo su queste pagine se davvero credono a queste cose da fantascienza…

 

Guarda il cortometraggio Wormhole: