SUA L’IDEA DI COSTRUIRE VIRGO

Adalberto Giazotto ci ha lasciati

Il presidente dell'Inaf Nichi D'Amico ricorda lo scienziato italiano, uno dei padri più autorevoli della nuova astronomia “multimessenger”

     17/11/2017

Adalberto Giazotto

Purtroppo il caro Adalberto, uno dei padri più autorevoli della nuova astronomia “multimessenger”, ci ha lasciati, proprio in un’epoca in cui le sue idee, la sua vision e la sua incredibile determinazione hanno definitivamente aperto nuove frontiere della conoscenza. Ho avuto il piacere e l’onore di conoscere Adalberto una decina di anni fa, quando fui coinvolto per alcuni anni nello Stac di Virgo (il Science and technolgy advisory committee), e ne ricordo ancora, come se fosse oggi, la statura scientifica e umana.

Adalberto era dotato di quella straordinaria capacità di “sognare senza perdersi nei sogni”, una dote che, come scrisse Kipling, distingue i grandi uomini, quegli uomini che determinano il corso della Storia. Le sue parole, che rileggo nell’editoriale dell’InfnVirgo è un’impresa unica e doveva compiersi fino in fondo, perché quello era il suo destino”, testimoniano la sua consapevolezza del ruolo storico della sua impresa e delle sue idee.

Se non avessimo avuto Virgo, lo scorso agosto non si sarebbe fatta quella magica triangolazione che ha dato l’avvio alla nuova era dell’astronomia, che porterà per sempre con sé il nome di Adalberto. Ci attendono decadi di grandi scoperte, da cui ci aspettiamo un avanzamento senza precedenti della nostra comprensione dell’Universo. Oggi, con Virgo e Ligo, riveliamo onde gravitazionale su baseline di un paio di chilometri. Con l’avvento dell’Einstein Telescope, avremo un interferometro con una baseline di una decina di chilometri, con Lisa si parla di milioni di chilometri, con lo Square Kilometer Array (Ska), avremo a disposizione baseline su scala galattica. Ska si configura infatti come un rivelatore di onde gravitazionali complementare a Lisa, disponendo di una baseline su scale di distanze appunto galattiche, dove il timing di precisione delle millisecond pulsar costituisce l’equivalente di un interferometro.

Lo sviluppo parallelo di altri grandi impianti dell’astronomia moderna in cui il nostro Paese gioca un ruolo da protagonista, come Elt e Cta, insieme ad ambiziose missioni spaziali dell’Astrofisica delle Alte Energie, come Athena, affiancato allo sviluppo dei rivelatori di onde gravitazionali di nuova generazione, vedrà la nuova astronomia multimessenger   affermarsi come uno dei pilastri fondamentali della nostra conoscenza.