È LA PRIMA VOLTA DAL 1958

Istanbul: COSPAR cancellato

Il presidente del Comitato per la ricerca spaziale Lennard Fisk cancella l’assemblea generale in programma dal 30 luglio al 7 agosto in Turchia: scelta sofferta ma inevitabile a seguito del tentato golpe turco. Erano attesi fra i 2500 e i 3500 scienziati. «Con la cancellazione dell’assemblea di Istanbul, il COSPAR incassa un brutto colpo», dice il delegato italiano Pietro Ubertini, direttore dell'INAF IAPS di Roma

Il panorama di Istanbul nella locandina della 41esima edizione dell'assemblea generale COSPAR.

Il panorama di Istanbul nella locandina della 41esima edizione dell’assemblea generale COSPAR

La 41esima assemblea generale del Comitato per la ricerca spaziale (COSPAR) in programma dal 30 luglio al 7 agosto 2016 a Istanbul, Turchia, è cancellata. Lo annuncia il presidente COSPAR Lennard A. Fisk con una lettera a tutti i Paesi membri, pubblicata sul sito ufficiale del Comitato. È la prima volta dal 1958, anno della sua costituzione all’indomani dell’ingresso dell’umanità nell’era spaziale con la messa in orbita dello Sputnik da parte dell’allora Unione Sovietica.

1958, la prima assemblea generale a Londra. 1960, il primo Space Science Symposium a Nizza. Oggi il COSPAR subisce un brutto colpo. «I recenti eventi che hanno visto protagonista la città di Istanbul, con un tentativo di golpe messo in piedi da una fazione dell’esercito nazionale, ci costringono a cancellare la 41esima assemblea generale», scrive Fisk. «È una scelta dolorosa, presa di concerto con il direttore esecutivo del Segretariato COSPAR, e che fa seguito a una rapida consultazione dei principali membri del Bureau, del Council e dell’organizzazione in Turchia».

Scelta dolorosa ma inevitabile quella di Fisk, che in questi mesi ha dovuto fare i conti con una escalation di violenza: prima l’attentato all’aeroporto internazionale di Istanbul Ataturk, al seguito del quale NASA e JAXA hanno informalmente scoraggiato gli scienziati dal recarsi in Turchia; poi la strage di Nizza e il tentato golpe ai danni di Erdogan. «Siamo di fronte a una situazione senza precedenti», prosegue Fisk. «Come organo scientifico che fin dalla sua costituzione si è adoperato a promuovere la cooperazione internazionale nel campo della ricerca spaziale, a prescindere da qualsiasi ostacolo di natura geopolitica, il COSPAR ha fatto tutto quanto era in suo potere per mantenere l’assemblea generale a Istanbul, nonostante i rischi legati al terrorismo. Terrorismo che può colpire ovunque, come purtroppo hanno dimostrato le stragi di Nizza, Orlando, Dacca e Bagdad. Ma quello che è successo il 15 luglio in Turchia è qualcosa di diverso e sono sicuro che capirete e approverete la nostra decisione di cancellare la COSPAR General Assembly 2016».

Era già successo, in passato, che il COSPAR dovesse affrontare situazioni di crisi internazionale ma non si era mai reso necessario annullare un incontro fra i delegati. «Qualche Paese membro sceglieva di non partecipare ma la cosa finiva lì», spiega Pietro Ubertini, delegato italiano del Council. «Quattro anni fa Istanbul vinse per una manciata di voti su Roma la candidatura per l’assemblea di quest’anno. Allora si pensò fosse la scelta giusta per aiutare la comunità scientifica turca a entrare in Europa e nel mondo. Il COSPAR è ed è sempre stato questo: un ponte tra Oriente e Occidente per la cooperazione nello Spazio, un ruolo che è diventato meno prominente con il calo della rivalità tra Stati Uniti e Russia, ma che oggi acquista un significato nuovo e inaspettato».

A Istanbul erano attesi fra i 2500 e i 3500 scienziati, di cui oltre 1000 già iscritti. L’assemblea sarebbe dovuta servire anche a individuare la sede del COSPAR 2020. Tutto confermato, al momento, per il simposio 2017 che si terrà in Corea del Sud sull’isola di Jeju: Small Satellites for Space Research. La prossima General Assembly sarà invece a Pasadena nel 2018.

«Con la cancellazione dell’assemblea di Istanbul, il COSPAR incassa un brutto colpo», sottolinea Ubertini. «Il Comitato vive degli incassi di questi eventi internazionali. Per non parlare della grande occasione persa, dal punto di vista operativo, per mettere allo stesso tavolo migliaia di scienziati che in questa occasione avrebbero potuto scambiarsi risultati, informazioni e opinioni, su problemi che possono influenzare in modo determinante la ricerca spaziale».

Fonte: Media INAF | Scritto da Davide Coero Borga