COINVOLTO UN CONSORZIO DI SOCIETA' ITALIANE

Un passo importante per la realizzazione di E-ELT

Il Finance Committee dell'ESO ha autorizzato l’avvio della negoziazione finale con i vincitori del bando di gara per il processo di progettazione, costruzione, trasporto, costruzione, assemblaggio sul sito finale e verifica della cupola e della struttura principale del più grande telescopio ottico del mondo. Nicolò D'Amico, presidente INAF: «Un risultato che parte da lontano, costruito nel tempo anche con il contributo determinante dell’INAF. Lo sviluppo delle tecnologie d’avanguardia, necessarie per svelare i segreti dell’Universo, configura importanti ritorni industriali per il Paese»

Una rappresentazione artistica di E-ELT, il più grande telescopio ottico al mondo, con uno specchio principale di ben 39 metri di diametro. Crediti: ESO

Una rappresentazione artistica di E-ELT, il più grande telescopio ottico al mondo, con uno specchio principale di ben 39 metri di diametro. Crediti: ESO

Il Finance Committee dell’European Southern Observatory (ESO), nel corso di una riunione straordinaria tenutasi il 3 febbraio 2016, ha autorizzato l’avvio della negoziazione finale con i vincitori del bando di gara per il processo di progettazione, costruzione, trasporto, costruzione, assemblaggio sul sito finale e verifica della cupola e della struttura principale del telescopio E-ELT (European Extremely Large Telescope), il più grande telescopio ottico del mondo.

La discussione tra ESO ed ACe, il consorzio vincitore composto dalle società italiane Astaldi, Cimolai ed EIE Group, quest’ultima nominata come sub-contractor, verrà avviata a breve, con l’obiettivo di giungere alla firma del contratto nel maggio del 2016. Questa tappa fondamentale per il progetto E-ELT è il frutto di un esteso ed intenso lavoro di molte persone. Questo contratto sarà il più cospicuo mai approvato da ESO e il più grande in assoluto per un telescopio terrestre.

«E’ una grande soddisfazione vedere la nostra Industria alla guida di quest’impresa» dice Nicolò D’Amico, presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e delegato nel Council di ESO. «Un risultato che parte da lontano, costruito nel tempo anche con il contributo determinante dell’INAF. Lo sviluppo delle tecnologie d’avanguardia, necessarie per svelare i segreti dell’Universo, configura importanti ritorni industriali per il Paese».

 

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Fonte: Media INAF | Scritto da Redazione Media Inaf