SUL RIORDINO DELLA RICERCA

I sindacati chiedono il confronto

Flc-Cgil, Fir-Cisl e Uil-Rua disponibili a conoscere le proposte del Governo, ma sostengono la necessità di un sistema unitario della ricerca pubblica basato su nuovi investimenti, su nuove assunzioni e sulla stabilizzazione dei precari

precariFronte comune dei sindacati della ricerca sulla riforma della Pubblica Amministrazione ipotizzata dal governo Renzi. In un nota congiunta, Cgil, Cisl e Uil, rimarcano come “da alcuni anni a questa parte gli unici interventi sugli Enti Per la Ricerca (EPR) sono stati tagli e accorpamenti che hanno prodotto molti danni alla ricerca e zero risparmi”. “In alcuni casi – aggiungono i sindacati di categoria -la paralisi delle attività ha portato a perdere milioni di euro di progetti europei”.

Con questa premessa si dicono quindi disponibili a conoscere le proposte del Governo, sostenendo però la necessità che il percorso sia quello di costruire un sistema unitario della ricerca pubblica basato su nuovi investimenti, su nuove assunzioni e sulla stabilizzazione dei precari. “Saremo invece- sottolineano – molto distanti dal Governo se ci troveremo di fronte alla solita ricetta fatta di tagli mascherati dall’ennesimo riordino”.

Per le rappresentanze confederali qualsiasi ipotesi di governo deve partire da un percorso di confronto con le parti sociali e con la comunità della ricerca. Sono infatti molte, per i sindacati, le problematiche del settore: tra le altre la mancanza di una governance unitaria del Sistema nazionale della ricerca pubblica, la costante diminuzione del finanziamento pubblico in contraddizione con l’obiettivo di una partecipazione attiva a Horizon 2020, la necessità di sostenere la ricerca fondamentale, indispensabile fonte di nuova conoscenza, propedeutica allo sviluppo tecnologico, l’evidente necessità di avviare un piano straordinario di assunzioni, stante l’esiguo numero del personale addetto alla ricerca.