EVOLUZIONE DELLE GALASSIE A SPIRALE BARRATE

Nello zoo galattico c’è chi invecchia più in fretta

Sfruttando la potenza combinata dello Hubble Space Telescope e del progetto di scienza partecipativa Galaxy Zoo, un gruppo di ricerca internazionale guidato da astronomi dell’Università di Portsmouth ha scoperto che le galassie a spirale barrata invecchiano più velocemente.

Un’immagine Hubble Space Telescope della galassia a spirale barrata NGC 1300. Crediti: HST / NASA / ESA

Un’immagine Hubble Space Telescope della galassia a spirale barrata NGC 1300. Crediti: HST / NASA / ESA

Le galassie a spirale prendono il loro nome dai brillanti addensamenti di stelle in formazione presenti nel disco galattico, dei bracci che si estendono con forme a spirale dal rigonfiamento (bulge) centrale. Molte galassie a spirale sono barrate, presentando una linea di stelle  – una barra, appunto – che attraversa il nucleo e dalle cui estremità si dipartono i bracci a spirale.

Sfruttando la potenza combinata del telescopio spaziale Hubble e del progetto di scienza partecipativa Galaxy Zoo, un gruppo internazionale di astronomi è giunto alla conclusione che il possedere una morfologia barrata acceleri il processo di invecchiamento di una galassia. Lo studio, in pubblicazione su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, è stato guidato da ricercatori dell’Istituto di Cosmologia e Gravitazione dell’Università di Portsmouth, UK, e in particolare dallo studente di dottorato Thomas Melvin come parte del suo lavoro di tesi. Melvin e i gli altri membri del team scientifico di Galaxy Zoo hanno preso in considerazione un campione di 2380 galassie, visivamente selezionate in immagini Hubble dai volontari partecipanti al progetto Galaxy Zoo: Hubble.

La luce proveniente dalle galassie più lontane ha impiegato otto miliardi di anni per arrivare fino a noi, cosicché le vediamo ora come apparivano a quell’epoca, poco oltre la metà dell’intera vita dell’Universo. Questo ha permesso agli astronomi di studiare come le caratteristiche delle galassie siano cambiate nel tempo, riscontrando che otto miliardi di anni fa solamente l’11% delle galassie a spirali possedeva una barra, mentre attorno ai 2,5 miliardi di anni fa questa percentuale era già raddoppiata. Nell’Universo attuale due terzi delle galassie presentano una barra nella loro conformazione (come la galassia in cui viviamo, la Via Lattea), specialmente quelle più massicce.

“Questo è un risultato molto interessante,” ha commentato Melvin. “Un risultato reso possibile dalla collaborazione di cittadini-scienziati che, spendendo tempo per classificare le galassie in Galaxy Zoo, stanno fornendo un contributo fondamentale alle ricerche astronomiche di frontiera.”

Il nuovo studio, primo risultato scientifico del progetto Galaxy Zoo: Hubble, conferma anche come il possedere una barra per una galassia a spirale rappresenti un segno di maturità, presumibilmente avendo un ruolo importante nell’attenuazione dell’attività di formazione stellare. Un “invecchiamento” che, per la maggior parte delle galassie a spirale massicce, è stato relativamente precoce.

“Sembra come se le barre facciano, per così dire, male alle galassie,” ha spiegato Karen Masters, dell’Università di Portsmouth e project scientist di Galaxy Zoo. “Mano a mano che una barra cresce in una galassia diventa sempre meno probabile che vi nascano nuove stelle. La galassia si assesta così verso una più pacata maturità.”

Per saperne di più:

  • Leggi il post di Thomas Melvin First Result from Galaxy Zoo Hubble sul blog di Galaxy Zoo
  • Leggi il preprint dell’articolo “Galaxy Zoo: An independent look at the evolution of the bar fraction over the last eight billion years from HST-COSMOS”, di Thomas Melvin, Karen Masters, Chris Lintott, Robert C. Nichol, Brooke Simmons, Steven P. Bamford, Kevin R. V. Casteels, Edmond Cheung, Edward M. Edmondson, Lucy Fortson, Kevin Schawinski, Ramin A. Skibba, Arfon M. Smith e Kyle W. Willett, in corso di pubblicazione su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.