TEMPO DI PREVISIONI

Anno nuovo, oroscopo vecchio

Come ogni anno, è in arrivo su tutti i media una vera invasione di previsioni astrologiche. Secondo le ricerche sociali, gli italiani sono tra i popoli più "creduloni", e la fiducia nell'oroscopo dipende fortemente dal grado di istruzione. Un motivo in più per sperare che si torni a investire in ricerca e cultura.

Solo qualche giorno fa abbiamo superato il rischio della fine del mondo. Vi ricordate? Il 21 Dicembre doveva finire il mondo, secondo una falsa interpretazione del calendario Maya. Non è successo niente. L’abbiamo scampata bella!

Saremo disarmati e senza speranza, invece, di fronte alla periodica invasione degli oroscopi di inizio anno. Un vero bombardamento meteorico: programmi televisivi dedicati, numeri speciali di riviste che riporteranno un’attenta analisi di quanto accadrà nel 2013, la solita grande abbuffata di oroscopi e astrologi che, dall’alto della loro saggezza, riescono a prevedere di tutto e di più. Per la gioia di tutti noi, riusciremo a conoscere in anticipo quali nuove guerre inizieranno e dove, chi vincerà le prossime elezioni italiane, e persino se ci sarà o meno una nuova fine del mondo prevista da qualche altro esotico calendario o da qualche straordinaria coincidenza astrale.

La creduloneria della popolazione italiana e, più in generale, dei popoli latini (gli anglosassoni sembrano meno inclini…) è un fenomeno da non trascurare. Secondo un recente studio della Doxa, quasi la metà degli italiani ripongono una qualche fiducia nell’astrologia e leggono o ascoltano l’oroscopo con sistematicità quasi ogni giorno. E la percentuale è in aumento. Una delle parole più cercate nel corso del 2011 su Google è appunto “oroscopo”, insieme a “Facebook” e “Meteo”. Il numero speciale della rivista Astra contenente gli oroscopi per tutto l’anno ha una tiratura di oltre 2 milioni di copie. Sempre secondo il rapporto Doxa, gli italiani che nel 2011 si sono rivolti a un astrologo per conoscere il proprio futuro a pagamento sono circa il 13% dell’intera popolazione, quasi 8 milioni, per un totale di giro d’affari di 6 miliardi di Euro. A questi vanno aggiunti tutti i compensi agli astrologi per la presenza su ogni organo d’informazione. La regione italiana più credulona è, secondo questa indagine, la laboriosa Lombardia.

Il CICAP (Comitato italiano per il controllo sulle affermazioni del paranormale) alla fine di ogni anno pubblica un rapporto molto dettagliato sulle mancate previsioni degli astrologi e verifica, se qualcuno avesse ancora dubbi, che non c’è nessuna correlazione tra le previsioni fatte dagli astrologi e i fatti realmente accaduti.

Dal rapporto Doxa si scopre che statisticamente tutte le fasce sociali si rivolgono ad un astrologo per farsi fare un ”oroscopo su misura”, indipendentemente dal reddito. Invece sembra che la creduloneria dipenda fortemente dal grado di istruzione: solo il 13% dei laureati, contro il 20% dei diplomati e il 64% di chi ha la semplice licenza elementare o media. Per la metà delle volte il motivo del consulto è di tipo sentimentale ma negli ultimi anni sembra siano in aumento i motivi economici; che sia  anche la crisi economica a far aumentare questo fenomeno?

La credenza nell’astrologia si può quindi imputare alla scarsa cultura generale, e forse in particolare alla cultura scientifica dei cittadini del nostro Paese che si fanno facilmente abbindolare da cartomanti, astrologi, maghi e imbonitori di ogni genere. Non a caso nei Paesi anglosassoni la percentuale dei creduloni non arriva al 25%.

L’unica arma che abbiamo per cercare di arginare questo fenomeno è una importante iniezione di cultura per l’intera popolazione italiana, a partire dalla scuola e dall’Università. Anche per questo motivo dobbiamo sperare che, di qualsiasi colore politico sarà il nuovo Governo eletto alle prossime elezioni, questo abbia la capacità di investire in ricerca, innovazione, istruzione, università e cultura più di quanto abbiano fatto i governi che si sono avvicendati negli ultimi anni.