PREMIO GALILEO GALILEI

La scienza sarà mai femmina?

Si è tenuta venerdì 20 gennaio a Padova la riunione pubblica della Giuria scientifica della VI° edizione del Premio letterario Galileo. Unico segno meno: nessuna donna nella giuria e solo due autrici femmine sui 18 finalisti.

Sono quasi 3.000 le ragazze e i ragazzi delle scuole superiori che, da qui al 3 maggio, si cimenteranno nella lettura della cinquina finalista del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica- 2012. Questa importante iniziativa, promossa dalla Città di Padova e definita il “Campiello delle Scienze”, oltre a promuovere la lettura tra i giovani e stimolarli a intraprendere studi scientifici ha il merito indiscusso e oggi più che mai necessario di esaltare la divulgazione scientifica di qualità.

Quest’anno è toccato a Piergiorgio Odifreddi – vincitore dell’edizione 2011 – coordinare, con l’incarico di Presidente, i lavori della Giuria scientifica, che, con votazione pubblica e a maggioranza, ha scelto le cinque opere finaliste che sono descritte alla fine di questo articolo e delle quali si sentirà parlare a lungo. Sicuramente fino al 3 maggio giorno in cui, sempre a Padova, sarà eletto il migliore!

La votazione si è protratta per quasi due ore, i membri della giuria non si decidevano a convergere sugli ultimi titoli perché ciascuno aveva un libro da difendere come il più coraggioso o il più provocatorio o, ancora, il più bell’esempio di giornalismo scientifico. Grazie al conforto di alcuni  pareri espressi dai membri della giuria, cito  tre dei libri rimasti fuori dalla cinquina ma che sicuramente meritano una lettura. Per quanto riguarda il coraggio “Prima del Big Bang” di Martin Bajowald – 2011 Bompiani – che osa, appunto, ragionare sul prima del Big Bang; la provocazione è presente in più di un’opera ma non come in “La vita immortale di Henrietta Lacks” di Rebecca Skloot – 2011 Adelphi – che racconta la storia della donna da cui, senza il suo consenso, furono prelavate cellule tumorali, note appunto come HeLa, cellule speciali, tanto resistenti da essere praticamente immortali, vendute e comprate da decenni nei laboratori di tutto il mondo. Per finire un grande esempio di giornalismo scientifico è stato definito “La vita della nostra mente” di Edoardo Boncinelli – 2011 Laterza – in cui il genetista ci spiega come si forma, matura e invecchia quella ‘cosa’ che ci distingue da tutti gli altri animali.

In questo contesto estremamente stimolante e attuale un’unica nota negativa: nessuna donna nella giuria e solo due le autrici donne sui diciotto finalisti. Come mai? Credo valga la pena chiederselo e spero che le prime a farlo e a desiderare una situazione diversa siano state proprio le giovani studentesse delle superiori presenti venerdì scorso a Padova.

Una presenza femminile nella giuria c’era fino alla passata edizione e che presenza! Massimilia Baldo Ceolin, purtroppo mancata, ad 87 anni, lo scorso novembre, è stata ricordata con molta commozione dal Professor Carlo Bernadini: “Milla, come tutti noi la chiamavamo, era chiamata anche la “Signora dei neutrini”, veniva da una famiglia dove la madre e, prima ancora, la nonna erano state grandi femministe …

Nata a Legnago il 12 agosto del 1924, conseguita la laurea in Fisica a Padova, Milla ottiene nel 1963 la cattedra di Fisica Superiore, prima donna titolare di una cattedra nell’Università di Padova dalla sua fondazione. Tra il 1965 e il 1968 ha diretto la Sezione patavina dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), e tra il 1973 e il 1978 ha diretto il Dipartimento di Fisica.

Che aspettate dunque ragazze? Leggete questi libri e se qualcuna di voi rimane affascinata dalle grandi sfide che la scienza ci pone seguite il vostro istinto perchè sono le donne come questa i veri esempi da seguire!

Per concludere è degna di nota una iniziativa collaterale del premio, esordita lo scorso anno con notevole successo, cioè l’apertura di una pagina di facebook dedicata al Premio dove chiunque può pubblicare una propria recensione di uno dei libri finalisti. Vince chi riceve più “mi piace”.

Ecco la cinquina così come presentata dall’Ufficio Stampa che cura l’Evento.

Gian Francesco Giudice, Odissea nello zeptospazio, Un viaggio nella fisica dell’LHC, 2011, Springer. Una guida chiara e comprensibile per apprezzare le scoperte che avranno luogo al Large Hardon Collider (LHC) del CERN, per conoscere le stupefacenti innovazioni tecnologiche che sono state necessarie per la sua costruzione e per capire le motivazioni scientifiche dell’esperimento. Ma è soprattutto uno straordinario viaggio all’interno del mondo della fisica delle particelle, un percorso per acquisire gli strumenti per comprendere la portata della rivoluzione intellettuale che sta avvenendo.

Telmo Pievani, La vita inaspettata. Il fascino di un’evoluzione che non ci aveva previsto. 2011, Raffaello Cortina. Frutto di cosmica contingenza, uno dei tanti arbusti del “cespuglio della vita” sopravvissuti alla lotta per l’esistenza, l’essere umano si è fatto strada in una natura che non perde occasione di schiacciarlo, facendogli provare il senso della solitudine nell’Universo. In questo libro Telmo Pievani ci rammenta che la comparsa degli organismi viventi è stata un fenomeno inatteso. Proprio in questo modo si conquista una rinnovata solidarietà con tutta la “rete del vivente”, come la chiamava Charles Darwin, senza nessuna concessione a fondamentalismi e superstizioni.

Carlo Alberto Redi, Il biologo furioso. Provocazioni d’autore tra scienza e politica, 2011, Sironi. In questo libro Carlo Alberto Redi è un fiume in piena che racconta tutti i suoi pensieri su temi caldi come politica della ricerca, cellule staminali, OGM e clonazione, ma anche divagazioni più leggere, capaci di far sorridere: spera siano utili a tutti gli italiani che hanno ancora la forza di indignarsi.

Niccolò Guicciardini, Newton, 2011, Carocci. Per spiegare il proprio lavoro Gucciardini utilizza come sinossi  una frase dello stesso Newton. “Spero, quasi ad esempio, di mostrare quanto la matematica valga in filosofia naturale e quindi di esortare i geometri ad accingersi a un più stretto esame della natura, e gli amanti della scienza naturale ad appropriarsi prima della geometria.” (Newton).

Alex Bellos, Il meraviglioso mondo dei numeri, 2011, Einaudi. Acuto, pieno di sorprese e di esempi divertenti Il meraviglioso mondo dei numeri è un viaggio nella sorprendente terra della matematica e della geometria. Alex Bellos incontra una tribú amazzonica che concepisce solo tre numeri (1, 2 e molti). Vola in Giappone da uno scimpanzè che sa contare. In Germania interroga il piú veloce calcolatore mentale del mondo, in India un saggio indú. In uno stile comprensibile e rigoroso supportato da diagrammi e figure, Il meraviglioso mondo dei numeri spazia tra storia, filosofia e matematica, tra paradossi logici e statistici. E dimostra come il mondo della matematica sia molto piú variopinto e divertente di quel che immaginavamo.

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