ECCO I «KEPLERINI», GRANDI COME LA TERRA

Due nuovi mondi piccoli piccoli

La missione Kepler della NASA ha individuato due pianeti grandi come il nostro. Sono i più piccoli mai scoperti fra quelli in orbita attorno a una stella simile al Sole. Il risultato, pubblicato su Nature, segna una nuova e importante tappa nella caccia, sempre più serrata, al gemello della Terra.

In alto, il sistema planetario di Kepler-20. In basso, i due piccoli pianeti a confronto con la Terra e Venere. Crediti: David A. Aguilar (CfA)

Gli scienziati li hanno battezzati Kepler-20e e Kepler-20f. Ma anche “keplerini” poteva andare: i due mondi alieni gemelli appena scoperti dalla sonda Kepler della NASA sono infatti davvero piccini. Peso e dimensioni da terzo percentile, almeno rispetto agli altri pianeti extrasolari. La massa stimata, ipotizzando che siano entrambi prevalentemente rocciosi, è di appena 1.7 e 3 volte quella della Terra, dunque molto bassa. E anche il diametro è quanto mai contenuto: rispettivamente, 11mila e 13mila chilometri. La Terra, con i suoi 12744 chilometri, si troverebbe dunque a metà strada fra i due. «Fra quelli che orbitano attorno a una stella simile al Sole, sono di gran lunga i più piccoli mai trovati fino a oggi», sottolinea Francois Fressin, dello Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, primo autore della ricerca pubblicata on-line su Nature.

L’astro attorno al quale orbitano, Kepler-20 (senza lettere aggiuntive), è una stella di tipo G leggermente più fredda del Sole, a circa 950 anni luce da noi. Nessuna speranza di visitare a breve o a medio termine i due gemellini, dunque: lo Space Shuttle, per raggiungerli, avrebbe impiegato qualcosa come 36 milioni di anni. D’altronde, dimensioni a parte, le condizioni di abitabilità parrebbero proibitive: a causa della distanza estremamente ridotta fra le loro orbite e la stella madre (16.6 milioni di chilometri per il più “lontano”, appena 7.5 milioni per l’altro), la temperatura media in superficie si aggira attorno a 430 gradi per il più tiepido dei due, arrivando fino a 760 gradi sul più bollente. E gli anni corrono rapidi: in 19.6 giorni terrestri in un caso e in appena 6.1 giorni nell’altro. Come dire, un compleanno a settimana.

Ma a stupire maggiormente gli scienziati non è stata tanto la taglia extra-small dei due keplerini, quanto la loro posizione attorno alla stella rispetto ai tre fratelli maggiori. Esistono infatti, attorno a Kepler-20, almeno altri 3 pianeti, questa volta molto più grandi della Terra. Tutti e cinque ruotano vicinissimi all’astro centrale, al punto che l’intero sistema planetario, compattissimo, è più piccolo dell’orbita tracciata da Mercurio attorno al Sole (vedi immagine). E l’ordine dei cinque pianeti, quanto a distanza dalla stella, è del tutto fuori dal comune, almeno per gli standard del nostro Sistema solare: i cinque pianeti infatti si alternano, con spaziatura regolare, seguendo la sequenza grande-piccolo-grande-piccolo-grande. Una disposizione talmente anomala da far supporre agli scienziati che i cinque pianeti non siano “figli naturali” di Kepler-20, la stella centrale, ma piuttosto che siano stati da essa “adottati”: formandosi da un comune disco di materiale in una zona remota, e migrando verso l’interno solo in un secondo tempo.

Per saperne di più:

Guarda su INAF-TV il servizio video di Stefano Parisini con animazioni della NASA: