TECNOLOGIA SPAZIALE TRA LE MURA DOMESTICHE

Stop alla polvere

Ideato per misurare la polvere inteplanetaria, un sofisticato sensore europeo è ora impiegato negli aspirapolveri per aiutare chi soffre di allergia. Ma le applicazioni possono andare oltre, come già accade per le microbilance sviluppate dall'INAF.

Dalla polvere dello spazio interplanetario a quella che può mettere a rischio la nostra salute. Questo il salto compiuto da un sensore sviluppato da Heinrich Iglseder, scienziato austriaco dedito allo studio della polvere spaziale. Inizialmente il sensore era stato impiegato in tre missioni per misurare la quantità di polvere interplanetaria incontrata man mano, determinandone composizione chimica, velocità e direzione di movimento. Dati dai quali è possibile ricostruire posizione e distribuzione dei minuscoli granelli, che per quanto piccoli rappresentano comunque un pericolo per satelliti e sonde.

Tuttavia, ispirato dalle richieste di alcuni amici e potendo avvalersi del sostegno del Programma per il Trasferimento Tecnologico dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea), Iglseder è riuscito a modificare il sensore per inserirlo in un’aspirapolvere di una nota marca internazionale di elettrodomestici. L’aspirapolvere è così in grado di misurare la quantità di polvere presente sotto il divano o sul tappeto di casa segnalandola attraverso led luminosi: luce rossa significa che c’è ancora molto da aspirare, luce verde che il lavoro è finito. L’informazione è utile soprattutto a chi soffre di forti allergie alla polvere e necessita di sapere con certezza se la pulizia è stata eseguita bene a fondo.

Le applicazioni possono estendersi anche in ambiti al di fuori dalle mura domestiche, come ad esempio nella rilevazione delle polveri sottili prodotte dall’inquinamento. Settore nel quale da anni lavora anche l’astrofisica italiana attraverso l’INAF che ha sviluppato microbilance ai cristalli di quarzo capaci di pesare granelli di appena un milardesimo di grammo. Nate per misurare la polvere nella coda dele comete o nell’atmosfera di Marte, vengono modificate e utilizzate anche qui sulla Terra per misurare la polvere emessa dai vulcani o per la rivelazione delle polveri ultrasottili che “sporcano” l’aria nelle città: rappresentano un serio pericolo per la nostra salute e per questo è  fondamentale tenerne sotto controllo quantità e composizione.

Fonte: Media INAF | Scritto da Luca Nobili