IL SOGNO DEL 100 YEAR STARSHIP STUDY

Alla scoperta di nuovi mondi

Viaggiare verso altre stelle: quando e come? Questo il tema dell'iniziativa internazionale sui viaggi umani interstellari che culminerà con un premio da 500.000 dollari.

Appena un secolo separa Jules Verne dallo sbarco del primo uomo sulla Luna. E forse lo stesso tempo ci separa dalla prima missione umana verso pianeti extrasolari. Per quanto improbabile e ottimista, è questo lo scenario sul quale hanno lavorato i partecipanti al 100 Year Starship Study. L’iniziativa era aperta a tutti coloro con idee, considerazioni e proposte per i prossimi viaggi interplanetari, ed è stata patrocinata dalla DARPA (Defense Advanced Research Project Agency), l’agenzia americana che contribuì a creare Internet. Ora un premio di 500.000 dollari attende il gruppo o l’organizzazione che ha presentato l’idea o il progetto più interessante.

La premiazione avverrà l’11 novembre e rappresenterà il gran finale di questa iniziativa, iniziata un po’ in sordina lo scorso anno e cresciuta sempre più nel corso dei mesi sino a culminare in un simposio internazionale che si terrà a Orlando, in Florida, dal 30 settembre al 2 ottobre. Proprio durante il simposio saranno presentati i progetti candidati al premio finale. Ma ci sarà molto altro: da tavole rotonde sulla tecnologia necessaria per costruire le future astronavi a dibattiti sugli aspetti etici, religiosi e sui problemi legali e sociali che possono emergere da un viaggio umano verso altri pianeti abitabili. Oltre a incontri su temi più pratici quali la scelta delle stelle verso le quali conviene dirigersi e, tema spinoso di questi tempi, sul come coinvolgere l’opinione pubblica in un progetto così fantascientifico e inevitabilmente costoso.

L’obiettivo è far crescere l’interesse generale verso un’impresa che per ora appare lontana. Se è vero che al momento raggiungere la stella più vicina richiederebbe, nella migliore delle ipotesi, oltre 100 anni di viaggio, è altrettanto vero che negli ultimi decenni abbiamo assistito alla nascita di nuovi sistemi di propulsione che hanno cambiato il volto dell’esplorazione dello spazio vicino. Sono lontani i tempi in cui si fantasticava di improbabili motori a bombe nucleari, ora è il momento dei motori a ioni e delle vele solari. E da qui a un secolo chissà quali altri innovazioni renderanno i viaggi intestellari qualcosa di più di un semplice sogno.

Questo è lo spirito del 100 Year Starship Study, che pur collocandosi a metà tra scienza e fantascienza intende rappresentare il punto di partenza verso nuovi mondi. Del resto, come più di qualche partecipante ha dichiarato citando Arthur C. Clarke: “se credi che qualcosa sia possibile, puoi far sì che accada”.