DAI BUCHI NERI A HOLLYWOOD

I viaggi interstellari di Kip Thorne

Massimo esperto di buchi neri, appassionato di cunicoli spazio-temporali, già consulente cinematografico, oggi lavora con Steven Spielberg al nuovo film di fantascienza "Interstellar". Il fisico statunitense è il 25 maggio a Trieste per la settima edizione della Dennis Sciama memorial lecture organizzata dalla Sissa.

Un genio dei buchi neri con il pallino della fantascienza. Uno scienziato di fama internazionale che ci lascia sognare viaggi interstellari, attraverso i cosiddetti whormholes, i cunicoli spazio temporali che collegherebbero punti distanti dell’Universo. Ecco chi è Kip S. Thorne, il fisico statunitense del California Institute of Technology (Caltech), ospite mercoledì 25 maggio della Scuola internazionale di studi superiori avanzati (Sissa) di Trieste, per la settima edizione della Dennis Sciama memorial lecture. L’incontro annuale in memoria del grande cosmologo inglese Dennis Sciama, coordinatore, dal 1982 al 1998 del settore di astrofisica della Sissa, si svolge alle 17.30 alla Stazione Marittima di Trieste. La stessa conferenza, dal titolo Black-Hole Research: A New Golden Age, è in programma per venerdì all’Università di Oxford, in Inghilterra, insieme al collega Stephen Hawking.

Thorne è famoso per i suoi studi sulla possibilità di compiere viaggi interstellari, anche tra i cultori della fantascienza: ha più volte collaborato infatti con il mondo del cinema. Prima come consulente scientifico di Robert Zemeckis per il film Contact (in cui la scienziata Ellie Arroway, interpretata da Jodie Foster, riesce a viaggiare attraverso un tunnel spaziotemporale). Oggi lavora con Steven Spielberg, che l’ha ingaggiato per il suo nuovo movie Interstellar, la cui uscita è prevista per Natale 2014.

La sua altra specialità sono le onde gravitazionali. Proprio Thorne è la mente dietro l’interferometro statunitense LIGO, che ha il suo corrispettivo italiano in VIRGO: lo scienziato è così convinto dell’esistenza delle increspature nello spazio-tempo che ha scommesso con Stephen Hawking che presto sarà possibile rilevarne la traccia.

“La nuova età dell’oro per lo studio dei buchi neri è contraddistinta dall’uso delle simulazioni numeriche e degli interferometri laser, osservatori progettati per rilevare le onde gravitazionali, che sono perturbazioni dello spazio tempo” spiega Thorne, che nel 1984 è stato tra i fondatori del Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory (LIGO), progetto che coinvolge gli scienziati del Caltech e del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston.

Recentemente, Thorne e i suoi colleghi hanno simulato l’interazione tra due buchi neri e hanno osservato come lo spazio tempo circostante si deformi come la superficie del mare in tempesta. Hanno scoperto che la collisione tra due buchi neri ruotanti produce vortici che generano delle onde gravitazionali rilevabili proprio da osservatori come LIGO e VIRGO. “Si tratta di risultati importanti perché così potremmo riuscire meglio a comprendere i buchi neri, la gravità e la natura dell’universo e a predire le forme d’onda delle onde gravitazionali”, conclude Thorne.