L’ORIGINE DEL GAS POTREBBE ESSERE BIOLOGICA

Metano e solchi su Marte

La sonda Mars Express dell'ESA ha rivelato sonchi profondi sulla superficie di Marte in una zona tra le più interessanti scientificamente per l'accentuata presenza di metano. Flamini (ASI) e Ori (associato INAF): "Potrebbe avere origini biologiche".

     06/05/2011

Solchi profondi anche 500 metri graffiano la superficie di Marte in una delle aree di maggiore interesse scientifico per la presenza di metano: è la Fossa del Nilo visibile molto chiaramente in alcune foto scattate dalla sonda Mars Express dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa).

La Fossa del Nilo è situata vicino al gigantesco bacino di Iside, nella zona nordorientale del pianeta, nella provincia vulcanica Syrtis Major, ed è caratterizzata da profonde depressioni che, secondo gli esperti, hanno origini geologiche. Questa formazione geologica è di grande interesse per gli scienziati perché le osservazioni da Terra mostrano un arricchimento di metano nell’atmosfera di Marte in corrispondenza di questa area.

In questa zona la superficie di Marte è anche più calda e l’atmosfera leggermente più densa, spiega Enrico Flamini, Coordinatore Scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). “Il fatto che vi sia metano in una zona a bassa elevazione di Marte è estremamente interessante. Questo gas – ha aggiunto – potrebbe essere originato dall’attività vulcanica o potrebbe essere rilasciato in seguito all’alterazione geologica delle rocce o potrebbe avere origini biologiche”.

Per scoprire anche le origini del metano che si osserva su Marte, Nasa ed Esa hanno in programma una nuova missione destinata al pianeta rosso, nell’ambito del programma ExoMars, un orbiter il cui lancio è previsto nel 2016, che entrerà nell’orbita del pianeta e studierà i gas presenti (Exo Mars Trace Gas Orbiter). Nel 2018 una seconda missione poterà un Rover sulla superficie di  Marte, per gli studi geologici del pianeta. “Studiare meglio questa zona è di grande interesse – ha aggiunto Flamini – e ci si aspetta molto dalla nuova missione

L’Italia guiderà la realizzazione del rover: “La Fossa del Nilo (Nili Fossae) è uno dei più quotati candidati come sito di atterraggio del rover 2018 – dice Gian Gabriele Ori, dell’IRSPS/Università d’Annunzio e associato INAFe ci si può aspettare un serie di osservazione che forniranno soluzioni alle svariate ipotesi sulla natura del metano e sul ciclo degli elementi, se non anche delle indicazioni sulla possibile presenza di vita”.