STUDENTI ALLE PRESE CON LE FAMOSE FASCE

Tutti pazzi per Van Allen

C'è anche una scuola inglese coinvolta in un nuovo progetto per lo studio delle fasce di Van Allen. Oltre alla raccolta di dati, l'obiettivo è stimolare tra i giovani domande sull'Universo e sulle applicazioni della ricerca astrofisica nella vita di tutti i giorni.

Dalle fasce di Van Allen è meglio tutelarsi. Lo sanno bene gli astronauti e chi si occupa di programmare le orbite dei satelliti visto che queste zone, che avvolgono la Terra per lo più sopra le regioni equatoriali, sono popolate da particelle altamente energetiche, pericolose per le apparecchiature e la salute. C’è però chi le studia a distanza di sicurezza, compresi gli studenti di una scuola dello Yorkshire coinvolti in un progetto presentato proprio oggi in Galles nel corso del Convegno Nazionale di Astronomia della Royal Astronomical Society.

Gli studenti ospiteranno nella loro scuola un ricevitore fornito dai fisici dell’Università di Lancaster, a loro volta coinvolti in un progetto di ricerca più ampio realizzato da un consorzio di università internazionali. Il ricevitore catturerà i segnali radio emessi da diversi trasmettitori sparsi in punti strategici del globo. Può capitare che alcune particelle provenienti dalle fasce di Van Allen entrino nell’atmosfera: se passano in zone comprese tra i trasmettori e il ricevitore, produrrannno un cambiamento nel segnale radio ricevuto. Nel lungo termine sarà così possibile stabilire quante di queste particelle entrano in media nell’atmosfera. Un dato dal quale determinare sino a che punto i maggiori cambiamenti registrati nelle fasce di Van Allen siano causati dalla costante perdita di particelle che “cadono” nell’atmosfera e sino a che punto siano invece conseguenza delle tempeste geomagnetiche. Conoscere a fondo questi cambiamenti implica conoscere meglio le dinamiche all’interno delle fasce e quindi riuscire a minimizzare i rischi per satelliti e astronauti. Non solo: il flusso di particelle che dalle fasce entra in atmosfera sembra essere una delle cause alla base di alcuni temporanei mutamenti atmosferici. La ricerca può quindi fornire informazioni importanti anche a chi studia il clima del nostro pianeta.

Oltre a tenere sotto controllo le variazioni di segnale del loro ricevitore, gli studenti inglesi manterranno un contatto diretto con gli scienziati, pronti a rispondere alle loro richieste. L’obiettivo del progetto è creare un rapporto che vada oltre la semplice raccolta di dati, riuscendo a stimolare tra i giovani partecipanti nuove domande sia sull’Universo che sulle applicazioni della ricerca astrofisica nella vita di tutti i giorni.