IMMAGINI DAL SISTEMA SOLARE

Saturno dà spettacolo

In attesa di Occhi Su Saturno, il prossimo 18 maggio, la sonda Cassini-Huygens realizza una nuova immagine mozzafiato degli anelli di Saturno, visti dalla migliore angolazione possibile.

LUMINOSISSIMA NELL’INFRAROSSO

Una collisione galattica

Hubble fotografa la galassia 2MASX J05210136-2.521.450, la cui bizzarra forma è il risultato della fusione tra due galassie. Sede di intensa attività di formazione stellare, emette grandi quantità di luce nell’infrarosso.

VII EDIZIONE DEL PREMIO PADOVANO

Il Galileo al DNA su FB

Ad essere selezionato dalla giuria di 2500 ragazzi del premio Galileo è stato Sergio Pistoi, con il suo “Il DNA incontra Facebook viaggio nel supermarket della genetica” (Marsilio Editore). Premio Speciale a Radio3 Scienza per i dieci anni di attività

AD ARCETRI TORNA LA BAMBINEIDE

Ragazzi tra le comete

Anche quest’anno l’INAF – Osservatorio Astrofisico di Arcetri apre le porte alla cittadinanza con “Bambineide”, un appuntamento giunto alla decima edizione.

ALLE SORGENTI DI TERRA E LUNA

Come due gocce d’acqua

Un’analisi compiuta sulle rocce lunari, quelle raccolte dalle missioni Apollo, indica che l’acqua presente all’interno del mantello della Luna proviene da meteoriti primitive: le stesse che avrebbero rifornito d’acqua il nostro pianeta. Lo studio su Science.

FORMAZIONE PLANETARIA NEGLI AMMASSI STELLARI

Stelle morte, ma movimentate

Grazie al telescopio spaziale Hubble, un gruppo di astronomi trova le firme chimiche di detriti di pianeti rocciosi attorno a due nane bianche, in un ammasso stellare poco distante da noi. Finora è stato molto difficile osservare pianeti all’interno degli ammassi, ma lo stesso metodo potrebbe consentire di scoprirne molti altri.

SCOPERTO TRA LE GALASSIE M31 E M33

Idrogeno a grappoli fuori della Via Lattea

Tra due galassie vicine alla nostra ci sono giganteschi ammassi di idrogeno, di massa comparabile a quella delle galassie nane. Il loro orientamento potrebbe dipendere dalle interazioni con un filamento di materia oscura. Il lavoro, guidato da ricercatori dell’Università della West Virginia e basato sulle osservazioni del radiotelescopio GBT, è su Nature.