UN BIZZARRO EFFETTO OSSERVATIVO

Quanti quasar vedi?

Passando attraverso una nube di gas ionizzato nella nostra galassia, l’emissione radio proveniente dal quasar 2023 +335 viene suddivisa in più immagini diverse. E’ la prima volta che questo effetto, previsto già nel 1970, viene osservato. Il tutto grazie al Very Long Baseline Array (VLBA).

SDO STUDIA LA DINAMO SOLARE

Dentro al Sole qualcosa si muove

Alcuni ricercatori della NASA hanno scoperto che all’interno del Sole c’è un doppio flusso di circolazione del materiale, che causa il campo magnetico solare. La scoperta avvenuta utilizzando l’Helioseismic and Magnetic Imager della sonda SDO.

LA CONFERENZA GOLDSCHMIDT A FIRENZE

I Marziani siamo noi

Abbiamo chiesto a Giovanni Bignami di commentare il lavoro presentato alla conferenza Goldschmidt a Firenze, della Associazione Europea dei Geochimici, da Steve Benner nel quale ipotizza che la vita sulla Terra venga da Marte. Un’ipotesi che il Presidente dell’INAF aveva già illustrato nel suo libro: I marziani siamo noi. L’articolo esce in contemporanea con il quotidiano La Stampa

STUDIO SUI DATI DELLA SONDA CASSINI-HUYGENS

Quella strana gravità su Titano

In uno studio su Nature, dal confronto tra mappe topografiche e della gravità della luna più grande di Saturno emerge una relazione esattamente opposta a quanto atteso: in presenza di rilievi altimetrici, il campo gravitazionale si indebolisce leggermente. Il commento di Federico Tosi (INAF-IAPS).

SCOPERTO DAL VLT DELL’ESO

Il gemello più vecchio del Sole

A 250 anni luce dalla Terra, la stella HIP 102152 è più simile al Sole di qualsiasi altro gemello solare – tranne che ha circa quattro miliardi di anni in più. Questo gemello più vecchio, ma quasi identico, ci dà una possibilità senza precedenti di vedere come sarà il Sole da vecchio. Lo ha trovato il telescopio VLT dell’ESO, e mostra per la prima volta un chiaro legame tra l’età della stella e il suo contenuto di Litio.

UNA NUOVA FUNZIONE DEL ROVER

Curiosity attiva il pilota automatico

Il robot esploratore della NASA ha raggiunto un altro traguardo importante: finalmente può avanzare in autonomia anche su percorsi e in zone non visibili da Terra. I software sviluppati dagli ingegneri del JPL analizzano i diversi percorsi per scegliere il meno impervio e più veloce per raggiungere il Monte Sharp.

NEL CRATERE BULLIALDUS

Acqua sulla Luna? Basta scavare

Usando lo strumento Moon Mineralogy Mapper della NASA, un team statunitense trova tracce della presenza di acqua in un cratere lunare. Probabilmente proviene dagli strati più profondi ed è stata portata in superficie dall’impatto. Lo studio su Nature Geophysics.